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👩‍🏫 Didattica: mediatori, gestione della classe e competenze chiave

Didattica: mediatori, gestione della classe e competenze chiave

Questo nucleo tematico riguarda gli strumenti e le pratiche con cui il docente organizza l'esperienza di apprendimento in classe. Elio Damiano ha classificato i mediatori didattici in quattro tipi: attivi (esperienza diretta e manipolazione), iconici (immagini, schemi, mappe), analogici (giochi, simulazioni, role playing) e simbolici (linguaggi verbali e codici astratti). Nessun mediatore è di per sé superiore agli altri: l'efficacia dipende dalla loro scelta e integrazione in funzione degli obiettivi, dei contenuti e delle caratteristiche degli allievi, accompagnando il passaggio dal concreto all'astratto. A questa classificazione si affiancano strumenti come le mappe concettuali (Novak) e le mappe mentali (Buzan), oltre alle tecnologie e ai sussidi didattici.

La gestione della classe riguarda il clima relazionale, le regole condivise e il patto educativo di corresponsabilità, la prevenzione e la gestione dei conflitti, il circle time, la token economy e le strategie per i comportamenti problema. Gli studi di Lewin sulle dinamiche di gruppo e sugli stili di leadership (autoritario, democratico, permissivo) e il sociogramma di Moreno aiutano a comprendere le relazioni nel gruppo classe. Lo stile autorevole, che unisce fermezza e ascolto, è generalmente considerato il più efficace rispetto a quello autoritario o permissivo.

La comunicazione didattica ed educativa si fonda sugli assiomi di Watzlawick (impossibilità di non comunicare, livelli di contenuto e relazione, punteggiatura delle sequenze, comunicazione digitale/analogica, scambi simmetrici/complementari), sull'ascolto attivo e sui messaggi-io di Thomas Gordon, sul feedback formativo e sull'effetto Pigmalione descritto da Rosenthal e Jacobson, per cui le aspettative del docente possono influenzare il rendimento dell'allievo.

Le competenze chiave europee, definite dalla Raccomandazione del Consiglio UE del 22 maggio 2018, sono otto: alfabetica funzionale, multilinguistica, matematica e in scienze/tecnologie/ingegneria, digitale, personale/sociale e capacità di imparare a imparare, in materia di cittadinanza, imprenditoriale, consapevolezza ed espressione culturali. Ad esse si affiancano le dieci life skills dell'OMS (aree emotiva, relazionale e cognitiva) e le competenze di cittadinanza.

Infine, la personalizzazione (obiettivi differenziati sui talenti individuali) va distinta, secondo Massimo Baldacci, dall'individualizzazione (percorsi diversi per obiettivi comuni); entrambe dialogano con la differenziazione didattica e con l'Universal Design for Learning, orientato a molteplici modalità di rappresentazione, azione/espressione e coinvolgimento.

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Preguntas de muestra (35)

1. All'inizio dell'anno scolastico, un docente coinvolge la classe nella definizione condivisa delle regole di comportamento, anziché imporle unilateralmente. Questa scelta metodologica mira principalmente a:

  1. Ridurre il tempo dedicato alla didattica disciplinare
  2. Favorire il senso di appartenenza e la corresponsabilità degli allievi rispetto alle regole
  3. Eliminare la necessità di gestire eventuali conflitti futuri
  4. Sostituire la valutazione sommativa di fine anno

Coinvolgere gli allievi nella definizione delle regole favorisce appartenenza e corresponsabilità. (Didattica — gestione classe)

2. Un role playing sulla gestione di un conflitto tra compagni, in cui gli allievi simulano ruoli e situazioni, è un esempio di mediatore didattico di tipo:

  1. Attivo
  2. Iconico
  3. Analogico
  4. Simbolico

I mediatori analogici comprendono giochi, simulazioni e drammatizzazioni che riproducono in forma analoga la realtà. (Didattica — mediatori)

3. In una prospettiva sistemico-relazionale della comunicazione secondo Watzlawick, un conflitto ricorrente tra docente e allievo può dipendere anche da:

  1. L'uso da parte del docente di una comunicazione esclusivamente scritta anziché orale
  2. La difficoltà dell'allievo a memorizzare i contenuti disciplinari trattati a lezione
  3. Una diversa punteggiatura delle sequenze comunicative e una lettura non condivisa dell'aspetto relazionale del messaggio, oltre che dal contenuto esplicito
  4. Il ricorso del docente a materiali didattici iconici anziché simbolici

Nella prospettiva di Watzlawick, un conflitto può dipendere da una diversa punteggiatura delle sequenze e da una lettura non condivisa dell'aspetto relazionale. (Didattica — gestione classe)

4. La gestione efficace dei conflitti tra allievi, in una prospettiva relazionale, privilegia principalmente:

  1. L'applicazione automatica della stessa sanzione per ogni tipo di conflitto
  2. L'intervento esclusivo della famiglia, escludendo il docente
  3. L'ascolto delle parti coinvolte e la ricerca di soluzioni condivise, rispetto all'imposizione unilaterale di una sanzione
  4. L'ignorare sistematicamente l'episodio, considerandolo irrilevante

L'ascolto delle parti e la ricerca di soluzioni condivise sono centrali in una gestione relazionale dei conflitti. (Didattica — gestione classe)

5. La gestione dei comportamenti problema in classe si avvale prioritariamente di strategie che mirano a:

  1. Prevenire e ridurre i comportamenti disfunzionali attraverso regole chiare, rinforzi positivi e strategie relazionali
  2. Escludere sistematicamente l'allievo dalle attività di classe
  3. Applicare esclusivamente sanzioni disciplinari formali
  4. Ignorare sistematicamente ogni comportamento problematico

La gestione dei comportamenti problema privilegia strategie preventive e relazionali. (Didattica — gestione classe)

6. Lo stile di conduzione della classe caratterizzato da regole chiare e condivise, ascolto degli allievi e fermezza nel farle rispettare, distinto sia dallo stile autoritario sia da quello permissivo, è definito stile:

  1. Permissivo
  2. Lassista
  3. Autorevole
  4. Autoritario

Lo stile autorevole combina fermezza nelle regole e disponibilità al dialogo. (Didattica — gestione classe)

7. L'educazione al benessere e le competenze socio-emotive a scuola sono strettamente collegate, sul piano teorico, a:

  1. Il Quadro europeo delle qualifiche
  2. Le life skills individuate dall'OMS
  3. La docimologia
  4. Le competenze digitali definite da DigCompEdu

L'educazione al benessere e le competenze socio-emotive si collegano teoricamente alle life skills dell'OMS. (Didattica — competenze chiave)

8. Il patto educativo di corresponsabilità e le regole di classe condivise hanno la funzione principale di:

  1. Sostituire la valutazione degli apprendimenti
  2. Stabilire il calendario delle verifiche
  3. Favorire un clima di classe positivo e la corresponsabilità tra scuola, famiglia e allievi
  4. Definire i contenuti disciplinari da trattare nell'anno

Il patto di corresponsabilità e le regole condivise sostengono il clima di classe e la corresponsabilità educativa. (Didattica — gestione classe)

9. In una classe con allievi di livelli molto diversi, un docente propone a tutti lo stesso testo narrativo ma predispone consegne differenziate: una scheda di comprensione base per alcuni allievi, un'attività di analisi critica più complessa per altri. Questa strategia esemplifica prioritariamente:

  1. L'effetto Pigmalione
  2. La certificazione delle competenze
  3. La differenziazione didattica all'interno dello stesso gruppo classe
  4. Il modello ICF dell'OMS

Consegne differenziate su uno stesso contenuto, calibrate sui livelli degli allievi, esemplificano la differenziazione didattica. (Didattica — competenze chiave)

10. Le life skills, o competenze per la vita, definite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1993, comprendono complessivamente:

  1. Cinque competenze esclusivamente cognitive
  2. Sei competenze corrispondenti alle intelligenze multiple di Gardner
  3. Dieci competenze psicosociali suddivise in tre aree, emotiva, relazionale e cognitiva
  4. Otto competenze corrispondenti a quelle della Raccomandazione europea del 2018

Le life skills OMS sono dieci competenze psicosociali organizzate in tre aree: emotiva, relazionale e cognitiva. (Didattica — competenze chiave)

11. Un gruppo di allievi idea, pianifica e realizza un piccolo progetto scolastico, ad esempio un mercatino benefico, assumendosi iniziativa e gestendo risorse e tempi. Questa esperienza sviluppa prioritariamente la competenza chiave denominata:

  1. Competenza in materia di cittadinanza
  2. Competenza digitale
  3. Competenza imprenditoriale
  4. Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare

Ideare, pianificare e gestire un progetto con iniziativa è tipico della competenza imprenditoriale. (Didattica — competenze chiave)

12. L'effetto Pigmalione, o profezia che si autoavvera, studiato in ambito scolastico da Rosenthal e Jacobson, indica che:

  1. Il feedback negativo migliora sempre la motivazione
  2. Le aspettative del docente nei confronti di un allievo possono influenzarne il rendimento effettivo
  3. Il rendimento degli allievi dipende esclusivamente da fattori genetici
  4. La valutazione sommativa è sempre più affidabile di quella formativa

L'effetto Pigmalione mostra come le aspettative del docente possano influenzare il rendimento dell'allievo. (Didattica — gestione classe)

13. Nella Raccomandazione europea del 2018, la competenza chiave relativa alla capacità di gestire le proprie emozioni, di collaborare efficacemente con gli altri e di gestire il proprio apprendimento in autonomia è denominata:

  1. Competenza imprenditoriale
  2. Competenza in materia di cittadinanza
  3. Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare
  4. Competenza multilinguistica

Questa competenza chiave riunisce la dimensione personale, sociale e la capacità di imparare a imparare. (Didattica — competenze chiave)

14. Un consiglio di classe, nel certificare le competenze al termine del primo ciclo, fa riferimento a un quadro comune che comprende, tra le altre, la competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare, e la competenza in materia di cittadinanza. Questo quadro di riferimento è quello:

  1. Delle otto competenze chiave europee della Raccomandazione 2018
  2. Della tassonomia di Bloom
  3. Delle life skills dell'OMS
  4. Del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue

La certificazione delle competenze al termine del primo ciclo fa riferimento alle otto competenze chiave europee. (Didattica — competenze chiave)

15. Nella Raccomandazione 2018, la competenza chiave che riunisce in un'unica area la matematica con le scienze, le tecnologie e l'ingegneria è denominata:

  1. Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria
  2. Competenza alfabetica funzionale
  3. Competenza digitale
  4. Competenza in materia di cittadinanza

La Raccomandazione 2018 riunisce matematica, scienze, tecnologie e ingegneria in un'unica competenza chiave. (Didattica — competenze chiave)

16. Un insegnante organizza regolarmente momenti di discussione in cerchio, senza banchi tra i partecipanti, in cui ogni allievo può esprimere liberamente vissuti ed emozioni, favorendo l'ascolto reciproco. Questa pratica è riconducibile a:

  1. Il circle time
  2. Il debate
  3. Il sociogramma
  4. La token economy

La discussione in cerchio orientata all'espressione libera e all'ascolto reciproco è il circle time. (Didattica — gestione classe)

17. Per introdurre un nuovo argomento facendo emergere le conoscenze pregresse degli allievi attraverso una rappresentazione grafica di concetti e relazioni, un insegnante sceglie prioritariamente uno strumento:

  1. Iconico, come una mappa concettuale
  2. Attivo, come un esperimento di laboratorio
  3. Analogico, come un gioco di simulazione
  4. Simbolico, come una lezione frontale con formule

Le mappe concettuali sono rappresentazioni grafiche, riconducibili ai mediatori iconici. (Didattica — mediatori)

18. In una prospettiva di didattica differenziata coerente con l'Universal Design for Learning, la varietà delle proposte didattiche, quali materiali, modalità di lavoro e forme di verifica, dovrebbe essere pensata:

  1. Solo a posteriori, come rimedio per gli allievi in difficoltà già individuati
  2. Esclusivamente nelle discipline scientifiche
  3. Esclusivamente per gli allievi con certificazione di disabilità o DSA
  4. Fin dalla progettazione iniziale del percorso, per rispondere alla variabilità degli allievi, e non solo come adattamento successivo per singoli casi

L'UDL prevede che la varietà delle proposte sia pensata fin dalla progettazione iniziale, per rispondere alla variabilità di tutti gli allievi. (Didattica — competenze chiave)

19. Le tecnologie didattiche e i sussidi didattici sono strumenti che, nella prospettiva della mediazione didattica, hanno la funzione principale di:

  1. Sostituire la progettazione curricolare
  2. Sostituire integralmente la relazione educativa tra docente e allievo
  3. Facilitare il rapporto tra allievo e contenuto di apprendimento
  4. Valutare in modo sommativo gli apprendimenti

I mediatori e i sussidi didattici servono a facilitare l'accesso dell'allievo al contenuto di apprendimento. (Didattica — mediatori)

20. La prossemica, intesa come studio dell'uso dello spazio nella comunicazione, applicata alla gestione della classe riguarda in particolare:

  1. La struttura delle prove di valutazione sommativa
  2. La disposizione dei banchi e la gestione delle distanze fisiche tra docente e allievi come elemento della comunicazione non verbale
  3. La definizione delle competenze chiave europee
  4. La scelta dei contenuti disciplinari da trattare

La prossemica riguarda l'uso comunicativo dello spazio fisico, incluse la disposizione dei banchi e le distanze. (Didattica — gestione classe)

21. Secondo la distinzione elaborata da Baldacci, la personalizzazione didattica si caratterizza per:

  1. Percorsi diversi per garantire a tutti gli stessi obiettivi minimi
  2. L'applicazione esclusiva a favore degli allievi con disabilità certificata
  3. Obiettivi differenziati che valorizzano attitudini, interessi e talenti di ciascun allievo
  4. L'assenza di qualsiasi forma di valutazione

La personalizzazione, secondo Baldacci, prevede obiettivi differenziati che valorizzano attitudini e talenti individuali. (Didattica — competenze chiave)

22. I blocchi della comunicazione individuati da Gordon, come ordinare, minacciare, giudicare o ridicolizzare, sono modalità comunicative che:

  1. Favoriscono sempre l'ascolto attivo
  2. Coincidono con i messaggi-io
  3. Sono raccomandate nella gestione dei conflitti in classe
  4. Ostacolano l'ascolto attivo e la relazione educativa

I blocchi della comunicazione individuati da Gordon ostacolano l'ascolto attivo e la relazione educativa. (Didattica — gestione classe)

23. In una classe con un clima teso e con episodi ricorrenti di esclusione tra pari, un docente decide di somministrare uno strumento che rilevi le preferenze e i rifiuti reciproci tra gli allievi, per comprendere meglio le dinamiche relazionali del gruppo. Lo strumento più adeguato è:

  1. La token economy
  2. La rubrica valutativa
  3. Il sociogramma
  4. Il portfolio

Il sociogramma permette di rilevare le relazioni di scelta e rifiuto all'interno del gruppo classe. (Didattica — gestione classe)

24. L'ascolto attivo, tecnica di comunicazione elaborata in ambito educativo da Thomas Gordon, consiste principalmente in:

  1. Un ascolto passivo privo di riscontro verbale
  2. Un ascolto empatico e partecipe che favorisce la comprensione del punto di vista dell'interlocutore
  3. Un ascolto rivolto esclusivamente ai contenuti disciplinari
  4. Un ascolto selettivo finalizzato a individuare solo gli errori dell'allievo

L'ascolto attivo di Gordon è un ascolto empatico e partecipe orientato alla comprensione dell'altro. (Didattica — gestione classe)

25. La Raccomandazione del Consiglio dell'Unione Europea del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l'apprendimento permanente individua un numero di competenze chiave pari a:

  1. Otto
  2. Sei
  3. Cinque
  4. Dieci

La Raccomandazione UE del 2018 individua otto competenze chiave per l'apprendimento permanente. (Didattica — competenze chiave)

26. Tra le life skills dell'area relazionale individuate dall'OMS rientrano:

  1. Pensiero critico e pensiero creativo
  2. Empatia, comunicazione efficace e relazioni interpersonali efficaci
  3. Problem solving e decision making
  4. Gestione dello stress e consapevolezza di sé

L'area relazionale delle life skills OMS comprende empatia, comunicazione efficace e relazioni interpersonali. (Didattica — competenze chiave)

27. Il clima di classe positivo favorisce l'apprendimento perché, tra l'altro:

  1. Riduce l'ansia e favorisce la partecipazione attiva degli allievi
  2. Sostituisce la valutazione formativa
  3. Elimina la necessità di regole condivise
  4. Garantisce automaticamente il raggiungimento degli obiettivi disciplinari

Un clima positivo riduce l'ansia e favorisce la partecipazione attiva. (Didattica — gestione classe)

28. Rispetto al rapporto tra le otto competenze chiave europee e le discipline scolastiche, è corretto affermare che:

  1. Le competenze chiave hanno carattere trasversale e si sviluppano attraverso l'insieme delle discipline e delle esperienze educative, non attraverso una sola disciplina
  2. Le competenze chiave riguardano esclusivamente la scuola secondaria di secondo grado
  3. Ogni competenza chiave corrisponde esattamente a una singola disciplina scolastica
  4. Le competenze chiave sostituiscono integralmente i contenuti disciplinari

Le competenze chiave hanno carattere trasversale e si sviluppano attraverso l'insieme delle discipline, non una sola. (Didattica — competenze chiave)

29. Le mappe mentali, organizzate in forma radiale attorno a un'idea centrale, sono associate principalmente a:

  1. Joseph Novak
  2. Elio Damiano
  3. Tony Buzan
  4. Howard Gardner

Le mappe mentali sono state diffuse da Tony Buzan. (Didattica — mediatori)

30. Il termine individualizzazione, nel linguaggio pedagogico, è talvolta usato in modo improprio come sinonimo di personalizzazione; una corretta distinzione terminologica è importante soprattutto perché:

  1. La distinzione riguarda esclusivamente la scuola dell'infanzia
  2. I due concetti comportano scelte progettuali diverse riguardo a obiettivi comuni o differenziati
  3. I due termini si escludono reciprocamente con le competenze chiave europee
  4. Solo uno dei due termini è previsto dalla normativa vigente

La distinzione è importante perché individualizzazione e personalizzazione comportano scelte progettuali diverse su obiettivi comuni o differenziati. (Didattica — competenze chiave)

31. Gli studi sulle dinamiche di gruppo e sugli stili di leadership (autoritario, democratico, permissivo/laissez-faire) sono associati principalmente a:

  1. Jacob Levy Moreno
  2. Jean Piaget
  3. Kurt Lewin
  4. B.F. Skinner

Kurt Lewin è l'autore di riferimento per gli studi sulle dinamiche di gruppo e sugli stili di leadership. (Didattica — gestione classe)

32. Il terzo assioma della comunicazione di Watzlawick, relativo alla punteggiatura delle sequenze comunicative, riguarda il fatto che:

  1. Ogni comunicazione deve rispettare regole grammaticali precise
  2. La comunicazione scritta prevale su quella orale nella relazione educativa
  3. La comunicazione si articola sempre in frasi di senso compiuto separate da punteggiatura
  4. Ciascun interlocutore tende a interpretare la sequenza di scambi comunicativi attribuendo un proprio ordine di causa ed effetto, spesso diverso da quello dell'altro

La punteggiatura delle sequenze riguarda il modo soggettivo in cui ciascun interlocutore ordina causa ed effetto negli scambi comunicativi. (Didattica — gestione classe)

33. Un docente nota che due allievi sono in conflitto per l'uso di un materiale condiviso. Prima di intervenire con una sanzione, favorisce un confronto guidato tra i due, aiutandoli a esprimere il proprio punto di vista e a cercare una soluzione condivisa. Questo approccio è coerente con:

  1. Un approccio comportamentista basato sulla sola punizione
  2. Una gestione costruttiva del conflitto orientata alla soluzione condivisa
  3. Uno stile di conduzione autoritario
  4. Una valutazione sommativa del comportamento

Il confronto guidato per una soluzione condivisa è un approccio costruttivo alla gestione dei conflitti. (Didattica — gestione classe)

34. La relazione educativa tra docente e allievo si fonda, tra l'altro, su:

  1. La sola trasmissione di contenuti disciplinari, indipendentemente dalla relazione
  2. L'assenza di qualunque forma di feedback
  3. Un rapporto di tipo esclusivamente gerarchico e distante
  4. Fiducia, ascolto e riconoscimento reciproco, oltre alla trasmissione dei contenuti disciplinari

La relazione educativa si fonda su fiducia, ascolto e riconoscimento reciproco, oltre ai contenuti. (Didattica — gestione classe)

35. Nella scuola italiana, la personalizzazione dei percorsi per gli allievi con particolari attitudini o talenti, come nel caso della plusdotazione, rientra, in senso ampio, tra le azioni volte a:

  1. Escludere l'allievo dalle attività comuni della classe
  2. Valorizzare le potenzialità individuali all'interno dei bisogni educativi speciali
  3. Ridurre gli obiettivi disciplinari previsti per la classe
  4. Applicare esclusivamente il PEI su base ICF

La valorizzazione dei talenti degli allievi con plusdotazione rientra nell'ambito dei bisogni educativi speciali. (Didattica — competenze chiave)

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