Questo nucleo tematico riguarda gli strumenti e le pratiche con cui il docente organizza l'esperienza di apprendimento in classe. Elio Damiano ha classificato i mediatori didattici in quattro tipi: attivi (esperienza diretta e manipolazione), iconici (immagini, schemi, mappe), analogici (giochi, simulazioni, role playing) e simbolici (linguaggi verbali e codici astratti). Nessun mediatore è di per sé superiore agli altri: l'efficacia dipende dalla loro scelta e integrazione in funzione degli obiettivi, dei contenuti e delle caratteristiche degli allievi, accompagnando il passaggio dal concreto all'astratto. A questa classificazione si affiancano strumenti come le mappe concettuali (Novak) e le mappe mentali (Buzan), oltre alle tecnologie e ai sussidi didattici.
La gestione della classe riguarda il clima relazionale, le regole condivise e il patto educativo di corresponsabilità, la prevenzione e la gestione dei conflitti, il circle time, la token economy e le strategie per i comportamenti problema. Gli studi di Lewin sulle dinamiche di gruppo e sugli stili di leadership (autoritario, democratico, permissivo) e il sociogramma di Moreno aiutano a comprendere le relazioni nel gruppo classe. Lo stile autorevole, che unisce fermezza e ascolto, è generalmente considerato il più efficace rispetto a quello autoritario o permissivo.
La comunicazione didattica ed educativa si fonda sugli assiomi di Watzlawick (impossibilità di non comunicare, livelli di contenuto e relazione, punteggiatura delle sequenze, comunicazione digitale/analogica, scambi simmetrici/complementari), sull'ascolto attivo e sui messaggi-io di Thomas Gordon, sul feedback formativo e sull'effetto Pigmalione descritto da Rosenthal e Jacobson, per cui le aspettative del docente possono influenzare il rendimento dell'allievo.
Le competenze chiave europee, definite dalla Raccomandazione del Consiglio UE del 22 maggio 2018, sono otto: alfabetica funzionale, multilinguistica, matematica e in scienze/tecnologie/ingegneria, digitale, personale/sociale e capacità di imparare a imparare, in materia di cittadinanza, imprenditoriale, consapevolezza ed espressione culturali. Ad esse si affiancano le dieci life skills dell'OMS (aree emotiva, relazionale e cognitiva) e le competenze di cittadinanza.
Infine, la personalizzazione (obiettivi differenziati sui talenti individuali) va distinta, secondo Massimo Baldacci, dall'individualizzazione (percorsi diversi per obiettivi comuni); entrambe dialogano con la differenziazione didattica e con l'Universal Design for Learning, orientato a molteplici modalità di rappresentazione, azione/espressione e coinvolgimento.
1. All'inizio dell'anno scolastico, un docente coinvolge la classe nella definizione condivisa delle regole di comportamento, anziché imporle unilateralmente. Questa scelta metodologica mira principalmente a:
Coinvolgere gli allievi nella definizione delle regole favorisce appartenenza e corresponsabilità. (Didattica — gestione classe)
2. Un role playing sulla gestione di un conflitto tra compagni, in cui gli allievi simulano ruoli e situazioni, è un esempio di mediatore didattico di tipo:
I mediatori analogici comprendono giochi, simulazioni e drammatizzazioni che riproducono in forma analoga la realtà. (Didattica — mediatori)
3. In una prospettiva sistemico-relazionale della comunicazione secondo Watzlawick, un conflitto ricorrente tra docente e allievo può dipendere anche da:
Nella prospettiva di Watzlawick, un conflitto può dipendere da una diversa punteggiatura delle sequenze e da una lettura non condivisa dell'aspetto relazionale. (Didattica — gestione classe)
4. La gestione efficace dei conflitti tra allievi, in una prospettiva relazionale, privilegia principalmente:
L'ascolto delle parti e la ricerca di soluzioni condivise sono centrali in una gestione relazionale dei conflitti. (Didattica — gestione classe)
5. La gestione dei comportamenti problema in classe si avvale prioritariamente di strategie che mirano a:
La gestione dei comportamenti problema privilegia strategie preventive e relazionali. (Didattica — gestione classe)
6. Lo stile di conduzione della classe caratterizzato da regole chiare e condivise, ascolto degli allievi e fermezza nel farle rispettare, distinto sia dallo stile autoritario sia da quello permissivo, è definito stile:
Lo stile autorevole combina fermezza nelle regole e disponibilità al dialogo. (Didattica — gestione classe)
7. L'educazione al benessere e le competenze socio-emotive a scuola sono strettamente collegate, sul piano teorico, a:
L'educazione al benessere e le competenze socio-emotive si collegano teoricamente alle life skills dell'OMS. (Didattica — competenze chiave)
8. Il patto educativo di corresponsabilità e le regole di classe condivise hanno la funzione principale di:
Il patto di corresponsabilità e le regole condivise sostengono il clima di classe e la corresponsabilità educativa. (Didattica — gestione classe)
9. In una classe con allievi di livelli molto diversi, un docente propone a tutti lo stesso testo narrativo ma predispone consegne differenziate: una scheda di comprensione base per alcuni allievi, un'attività di analisi critica più complessa per altri. Questa strategia esemplifica prioritariamente:
Consegne differenziate su uno stesso contenuto, calibrate sui livelli degli allievi, esemplificano la differenziazione didattica. (Didattica — competenze chiave)
10. Le life skills, o competenze per la vita, definite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1993, comprendono complessivamente:
Le life skills OMS sono dieci competenze psicosociali organizzate in tre aree: emotiva, relazionale e cognitiva. (Didattica — competenze chiave)
11. Un gruppo di allievi idea, pianifica e realizza un piccolo progetto scolastico, ad esempio un mercatino benefico, assumendosi iniziativa e gestendo risorse e tempi. Questa esperienza sviluppa prioritariamente la competenza chiave denominata:
Ideare, pianificare e gestire un progetto con iniziativa è tipico della competenza imprenditoriale. (Didattica — competenze chiave)
12. L'effetto Pigmalione, o profezia che si autoavvera, studiato in ambito scolastico da Rosenthal e Jacobson, indica che:
L'effetto Pigmalione mostra come le aspettative del docente possano influenzare il rendimento dell'allievo. (Didattica — gestione classe)
13. Nella Raccomandazione europea del 2018, la competenza chiave relativa alla capacità di gestire le proprie emozioni, di collaborare efficacemente con gli altri e di gestire il proprio apprendimento in autonomia è denominata:
Questa competenza chiave riunisce la dimensione personale, sociale e la capacità di imparare a imparare. (Didattica — competenze chiave)
14. Un consiglio di classe, nel certificare le competenze al termine del primo ciclo, fa riferimento a un quadro comune che comprende, tra le altre, la competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare, e la competenza in materia di cittadinanza. Questo quadro di riferimento è quello:
La certificazione delle competenze al termine del primo ciclo fa riferimento alle otto competenze chiave europee. (Didattica — competenze chiave)
15. Nella Raccomandazione 2018, la competenza chiave che riunisce in un'unica area la matematica con le scienze, le tecnologie e l'ingegneria è denominata:
La Raccomandazione 2018 riunisce matematica, scienze, tecnologie e ingegneria in un'unica competenza chiave. (Didattica — competenze chiave)
16. Un insegnante organizza regolarmente momenti di discussione in cerchio, senza banchi tra i partecipanti, in cui ogni allievo può esprimere liberamente vissuti ed emozioni, favorendo l'ascolto reciproco. Questa pratica è riconducibile a:
La discussione in cerchio orientata all'espressione libera e all'ascolto reciproco è il circle time. (Didattica — gestione classe)
17. Per introdurre un nuovo argomento facendo emergere le conoscenze pregresse degli allievi attraverso una rappresentazione grafica di concetti e relazioni, un insegnante sceglie prioritariamente uno strumento:
Le mappe concettuali sono rappresentazioni grafiche, riconducibili ai mediatori iconici. (Didattica — mediatori)
18. In una prospettiva di didattica differenziata coerente con l'Universal Design for Learning, la varietà delle proposte didattiche, quali materiali, modalità di lavoro e forme di verifica, dovrebbe essere pensata:
L'UDL prevede che la varietà delle proposte sia pensata fin dalla progettazione iniziale, per rispondere alla variabilità di tutti gli allievi. (Didattica — competenze chiave)
19. Le tecnologie didattiche e i sussidi didattici sono strumenti che, nella prospettiva della mediazione didattica, hanno la funzione principale di:
I mediatori e i sussidi didattici servono a facilitare l'accesso dell'allievo al contenuto di apprendimento. (Didattica — mediatori)
20. La prossemica, intesa come studio dell'uso dello spazio nella comunicazione, applicata alla gestione della classe riguarda in particolare:
La prossemica riguarda l'uso comunicativo dello spazio fisico, incluse la disposizione dei banchi e le distanze. (Didattica — gestione classe)
21. Secondo la distinzione elaborata da Baldacci, la personalizzazione didattica si caratterizza per:
La personalizzazione, secondo Baldacci, prevede obiettivi differenziati che valorizzano attitudini e talenti individuali. (Didattica — competenze chiave)
22. I blocchi della comunicazione individuati da Gordon, come ordinare, minacciare, giudicare o ridicolizzare, sono modalità comunicative che:
I blocchi della comunicazione individuati da Gordon ostacolano l'ascolto attivo e la relazione educativa. (Didattica — gestione classe)
23. In una classe con un clima teso e con episodi ricorrenti di esclusione tra pari, un docente decide di somministrare uno strumento che rilevi le preferenze e i rifiuti reciproci tra gli allievi, per comprendere meglio le dinamiche relazionali del gruppo. Lo strumento più adeguato è:
Il sociogramma permette di rilevare le relazioni di scelta e rifiuto all'interno del gruppo classe. (Didattica — gestione classe)
24. L'ascolto attivo, tecnica di comunicazione elaborata in ambito educativo da Thomas Gordon, consiste principalmente in:
L'ascolto attivo di Gordon è un ascolto empatico e partecipe orientato alla comprensione dell'altro. (Didattica — gestione classe)
25. La Raccomandazione del Consiglio dell'Unione Europea del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l'apprendimento permanente individua un numero di competenze chiave pari a:
La Raccomandazione UE del 2018 individua otto competenze chiave per l'apprendimento permanente. (Didattica — competenze chiave)
26. Tra le life skills dell'area relazionale individuate dall'OMS rientrano:
L'area relazionale delle life skills OMS comprende empatia, comunicazione efficace e relazioni interpersonali. (Didattica — competenze chiave)
27. Il clima di classe positivo favorisce l'apprendimento perché, tra l'altro:
Un clima positivo riduce l'ansia e favorisce la partecipazione attiva. (Didattica — gestione classe)
28. Rispetto al rapporto tra le otto competenze chiave europee e le discipline scolastiche, è corretto affermare che:
Le competenze chiave hanno carattere trasversale e si sviluppano attraverso l'insieme delle discipline, non una sola. (Didattica — competenze chiave)
29. Le mappe mentali, organizzate in forma radiale attorno a un'idea centrale, sono associate principalmente a:
Le mappe mentali sono state diffuse da Tony Buzan. (Didattica — mediatori)
30. Il termine individualizzazione, nel linguaggio pedagogico, è talvolta usato in modo improprio come sinonimo di personalizzazione; una corretta distinzione terminologica è importante soprattutto perché:
La distinzione è importante perché individualizzazione e personalizzazione comportano scelte progettuali diverse su obiettivi comuni o differenziati. (Didattica — competenze chiave)
31. Gli studi sulle dinamiche di gruppo e sugli stili di leadership (autoritario, democratico, permissivo/laissez-faire) sono associati principalmente a:
Kurt Lewin è l'autore di riferimento per gli studi sulle dinamiche di gruppo e sugli stili di leadership. (Didattica — gestione classe)
32. Il terzo assioma della comunicazione di Watzlawick, relativo alla punteggiatura delle sequenze comunicative, riguarda il fatto che:
La punteggiatura delle sequenze riguarda il modo soggettivo in cui ciascun interlocutore ordina causa ed effetto negli scambi comunicativi. (Didattica — gestione classe)
33. Un docente nota che due allievi sono in conflitto per l'uso di un materiale condiviso. Prima di intervenire con una sanzione, favorisce un confronto guidato tra i due, aiutandoli a esprimere il proprio punto di vista e a cercare una soluzione condivisa. Questo approccio è coerente con:
Il confronto guidato per una soluzione condivisa è un approccio costruttivo alla gestione dei conflitti. (Didattica — gestione classe)
34. La relazione educativa tra docente e allievo si fonda, tra l'altro, su:
La relazione educativa si fonda su fiducia, ascolto e riconoscimento reciproco, oltre ai contenuti. (Didattica — gestione classe)
35. Nella scuola italiana, la personalizzazione dei percorsi per gli allievi con particolari attitudini o talenti, come nel caso della plusdotazione, rientra, in senso ampio, tra le azioni volte a:
La valorizzazione dei talenti degli allievi con plusdotazione rientra nell'ambito dei bisogni educativi speciali. (Didattica — competenze chiave)