La valutazione scolastica assume funzioni diverse a seconda del momento in cui interviene. La valutazione diagnostica (o iniziale) rileva prerequisiti e conoscenze pregresse per calibrare la progettazione didattica. La valutazione formativa (assessment for learning) accompagna il percorso in itinere, con funzione regolativa: consente al docente di adattare le strategie e all'alunno di ricevere feedback utili al miglioramento. La valutazione sommativa (assessment of learning) esprime invece un bilancio conclusivo su un periodo o un percorso concluso. A queste si affianca la valutazione autentica, centrata su compiti di realtà vicini a situazioni concrete, e pratiche come l'autovalutazione e la valutazione tra pari, che promuovono consapevolezza metacognitiva e autoregolazione dell'apprendimento.
La docimologia studia scientificamente i processi di valutazione. Le prove possono essere strutturate (vero/falso, scelta multipla, corrispondenza), semistrutturate o aperte, con diversi gradi di oggettività. Requisiti chiave sono la validità (la prova misura ciò che dichiara di misurare) e l'attendibilità (risultati coerenti se ripetuta), tra loro indipendenti. Distorsioni tipiche del giudizio includono l'effetto alone, l'effetto Pigmalione, l'effetto di contrasto, la stereotipia e la tendenza centrale.
Rubriche, griglie, checklist, portfolio, diari di bordo e compiti di realtà sono gli strumenti con cui si concretizza la valutazione, in particolare quella autentica e per competenze. Le rubriche esplicitano dimensioni, criteri, indicatori e livelli di padronanza descritti da ancore osservabili.
Il D.Lgs 62/2017 disciplina valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo e gli esami di Stato. Nella scuola primaria, l'O.M. 172/2020 ha introdotto giudizi descrittivi riferiti a obiettivi di apprendimento, in sostituzione del voto numerico, mentre la certificazione delle competenze restituisce, in momenti specifici del percorso, un quadro riferito alle competenze chiave europee.
A livello di sistema, l'INVALSI effettua rilevazioni standardizzate degli apprendimenti, con valore prevalentemente informativo e non sostitutivo del voto disciplinare. Il Sistema Nazionale di Valutazione (DPR 80/2013), che coinvolge INVALSI, INDIRE e il contingente ispettivo, articola un ciclo di autovalutazione (RAV), definizione di priorità e Piano di Miglioramento, valutazione esterna e rendicontazione sociale, mentre il PTOF resta il documento programmatico dell'offerta formativa della scuola.
1. Quale funzione della valutazione ha lo scopo di rilevare i prerequisiti e le conoscenze pregresse degli alunni prima di avviare un percorso didattico?
La valutazione diagnostica (o iniziale) accerta la situazione di partenza dell'alunno, individuando prerequisiti e lacune prima di avviare l'attività didattica. (Valutazione — Funzioni della valutazione)
2. La valutazione che accompagna il percorso didattico 'in itinere', con funzione regolativa dell'insegnamento e dell'apprendimento, si definisce:
La valutazione formativa (assessment for learning) accompagna il processo di apprendimento e permette di regolare tempestivamente le strategie didattiche. (Valutazione — Funzioni della valutazione)
3. La valutazione che esprime un bilancio conclusivo sui risultati raggiunti al termine di un percorso, di un quadrimestre o di un anno scolastico è detta:
La valutazione sommativa (assessment of learning) fa un bilancio finale degli apprendimenti raggiunti, tipicamente a conclusione di un segmento didattico. (Valutazione — Funzioni della valutazione)
4. A settembre un docente somministra una prova d'ingresso per verificare quali conoscenze di base possiede la classe prima di iniziare il programma. Questa prova ha funzione:
Una prova d'ingresso volta a rilevare i prerequisiti all'inizio del percorso è un tipico esempio di valutazione diagnostica. (Valutazione — Funzioni della valutazione (caso applicativo))
5. Durante lo svolgimento di un'unità didattica, un'insegnante osserva gli errori ricorrenti degli alunni in un esercizio e modifica la spiegazione successiva per colmare le lacune emerse. Questo uso della valutazione corrisponde principalmente alla funzione:
Regolare l'azione didattica in base ai riscontri raccolti durante il percorso è la funzione tipica della valutazione formativa. (Valutazione — Funzioni della valutazione (caso applicativo))
6. Il voto assegnato in pagella al termine del primo quadrimestre, che riassume il rendimento dell'alunno nel periodo trascorso, è espressione di una valutazione:
Il voto di fine quadrimestre riassume gli esiti di un periodo concluso: è un tipico esempio di valutazione sommativa. (Valutazione — Funzioni della valutazione (caso applicativo))
7. L'espressione anglosassone 'assessment for learning', diffusa nella letteratura docimologica, corrisponde in italiano a:
'Assessment for learning' indica la valutazione formativa: raccogliere informazioni durante il percorso per sostenere e orientare l'apprendimento. (Valutazione — Funzioni della valutazione)
8. L'espressione 'assessment of learning' indica una valutazione che:
'Assessment of learning' corrisponde alla valutazione sommativa, che accerta e certifica gli esiti finali dell'apprendimento. (Valutazione — Funzioni della valutazione)
9. Nella tripartizione 'assessment for, of, as learning', l'espressione 'assessment as learning' pone l'accento soprattutto su:
'Assessment as learning' sottolinea il ruolo dell'alunno come soggetto attivo che riflette e autoregola il proprio processo di apprendimento, in stretto legame con l'autovalutazione. (Valutazione — Funzioni della valutazione)
10. La valutazione autentica (authentic assessment) si caratterizza per il fatto di:
La valutazione autentica chiede all'alunno di mobilitare conoscenze e abilità in compiti complessi e contestualizzati, vicini a situazioni reali. (Valutazione — Valutazione autentica)
11. Un'insegnante chiede alla classe di organizzare una piccola mostra scientifica per il pubblico, mobilitando conoscenze, abilità pratiche e capacità organizzative. Questo tipo di prova rientra tipicamente nella:
Un compito complesso e contestualizzato come l'organizzazione di una mostra è un esempio di compito di realtà, strumento tipico della valutazione autentica. (Valutazione — Valutazione autentica (caso applicativo))
12. Il processo con cui l'alunno stesso è chiamato a riflettere e a esprimere un giudizio sul proprio lavoro e sul proprio percorso di apprendimento si definisce:
L'autovalutazione è il processo con cui l'alunno riflette criticamente sul proprio percorso e sui propri risultati. (Valutazione — Autovalutazione)
13. Promuovere sistematicamente l'autovalutazione degli alunni contribuisce soprattutto a sviluppare:
L'autovalutazione, favorendo la riflessione sul proprio modo di apprendere, sostiene la metacognizione e l'autoregolazione. (Valutazione — Autovalutazione)
14. Il processo in cui gli alunni forniscono reciprocamente un riscontro sui lavori svolti da compagni di classe si definisce:
La valutazione tra pari (peer assessment) consiste nel dare e ricevere riscontri reciproci tra compagni sul lavoro svolto. (Valutazione — Valutazione tra pari)
15. In una classe, dopo la stesura di un breve testo, ogni alunno scambia il proprio elaborato con un compagno e, seguendo una griglia condivisa, gli restituisce osservazioni e suggerimenti di miglioramento. Questa pratica è un esempio di:
Lo scambio strutturato di riscontri tra compagni, guidato da una griglia condivisa, è un tipico esempio di peer assessment. (Valutazione — Valutazione tra pari (caso applicativo))
16. L'informazione di ritorno che il docente fornisce all'alunno su come ha svolto un compito, in relazione a criteri e obiettivi, si definisce:
Il feedback è l'informazione di ritorno relativa alla prestazione già svolta, rapportata a criteri e obiettivi attesi. (Valutazione — Feedback e feed-forward)
17. A differenza del feedback centrato sulla prestazione appena svolta, il feed-forward si caratterizza per:
Il feed-forward è orientato al futuro: fornisce indicazioni utilizzabili dall'alunno per migliorare le prestazioni successive. (Valutazione — Feedback e feed-forward)
18. In un'ottica di valutazione formativa efficace, quale affermazione descrive correttamente il rapporto tra feedback e feed-forward?
Feedback (informazione sulla prestazione) e feed-forward (indicazioni per il miglioramento futuro) sono strumenti complementari della valutazione formativa. (Valutazione — Feedback e feed-forward)
19. Una valutazione che si limita a comunicare un voto numerico, senza fornire indicazioni su errori e strategie di miglioramento, NON può essere considerata pienamente coerente con la funzione:
La valutazione formativa richiede, per definizione, un ritorno informativo utile a orientare e migliorare l'apprendimento, non un semplice voto. (Valutazione — Funzioni della valutazione)
20. La valutazione diagnostica, pur avvenendo tipicamente all'inizio dell'anno scolastico, ha come funzione principale quella di:
La funzione della valutazione diagnostica è rilevare la situazione di partenza per orientare la progettazione didattica, non attribuire voti o certificazioni. (Valutazione — Funzioni della valutazione)
21. Quale delle seguenti sequenze rispecchia correttamente la collocazione temporale classica delle tre funzioni della valutazione lungo un percorso didattico?
Le tre funzioni classiche si collocano rispettivamente all'inizio (diagnostica), durante (formativa) e al termine (sommativa) del percorso. (Valutazione — Funzioni della valutazione)
22. Un docente di matematica, durante lo svolgimento di esercizi in classe, gira tra i banchi, osserva gli errori e fornisce indicazioni immediate per correggere il procedimento. Questa modalità è coerente soprattutto con la valutazione:
L'osservazione in itinere finalizzata a correggere tempestivamente il procedimento è tipica della valutazione formativa. (Valutazione — Funzioni della valutazione (caso applicativo))
23. Alla fine dell'anno scolastico, il consiglio di classe delibera l'ammissione o la non ammissione alla classe successiva sulla base dei risultati complessivi raggiunti dall'alunno. Questa decisione si fonda principalmente su una valutazione:
La decisione di ammissione, basata sul bilancio complessivo dei risultati dell'anno, si fonda sulla valutazione sommativa. (Valutazione — Funzioni della valutazione (caso applicativo))
24. Durante un'attività di gruppo, l'insegnante compila una griglia di osservazione sistematica per rilevare come gli alunni collaborano, al fine di intervenire tempestivamente e riorientare le consegne. Questo utilizzo della valutazione ha funzione prevalentemente:
L'osservazione sistematica finalizzata a regolare l'intervento didattico in corso d'opera è un uso tipicamente formativo della valutazione. (Valutazione — Funzioni della valutazione (caso applicativo))
25. La funzione 'regolativa' spesso attribuita alla valutazione formativa indica che essa:
La funzione regolativa della valutazione formativa consiste nell'adattare tempestivamente l'azione didattica in base ai dati raccolti durante il percorso. (Valutazione — Funzioni della valutazione)
26. Un docente utilizza gli esiti di una prova d'ingresso non solo per fotografare la situazione di partenza, ma anche per differenziare da subito le proposte didattiche per gruppi di alunni con bisogni diversi. In questo caso la funzione diagnostica della valutazione si intreccia soprattutto con:
Usare gli esiti della diagnosi iniziale per differenziare i percorsi didattici collega la funzione diagnostica alla personalizzazione/individualizzazione dell'insegnamento. (Valutazione — Funzioni della valutazione (caso applicativo))
27. In che senso la valutazione autentica si distingue da una prova strutturata tradizionale nella verifica delle competenze?
La valutazione autentica si caratterizza per compiti complessi e contestualizzati che richiedono l'uso integrato di conoscenze e abilità, a differenza delle prove che verificano contenuti isolati. (Valutazione — Valutazione autentica)
28. Un docente restituisce agli alunni una verifica corretta, indicando non solo l'errore commesso ma anche una strategia concreta da adottare nella prossima prova simile. Questa restituzione integra:
Indicare l'errore (feedback) e suggerire una strategia per il futuro (feed-forward) sono due componenti complementari di una restituzione efficace. (Valutazione — Feedback e feed-forward (caso applicativo))
29. La docimologia è la disciplina che studia scientificamente:
La docimologia è lo studio scientifico dei processi di valutazione, degli esami e degli strumenti di misurazione degli apprendimenti. (Valutazione — Docimologia)
30. Il requisito di 'oggettività' di una prova di valutazione indica che:
L'oggettività riguarda l'indipendenza del punteggio dal correttore, grazie a criteri di correzione predefiniti e uniformi. (Valutazione — Docimologia, requisiti delle prove)
31. Le prove 'strutturate' (vero/falso, scelta multipla, corrispondenza, completamento) si caratterizzano per:
Le prove strutturate prevedono risposte predeterminate e criteri di correzione oggettivi, che riducono la soggettività nella valutazione. (Valutazione — Tipi di prove)
32. Le prove 'semistrutturate' si collocano, per grado di apertura della risposta, tra le prove strutturate e quelle aperte perché:
Nelle prove semistrutturate lo stimolo è vincolato (es. domanda con consegna precisa) ma la risposta è prodotta liberamente dall'alunno, valutata con criteri predefiniti. (Valutazione — Tipi di prove)
33. Un tema, un saggio breve o un'interrogazione orale non guidata da griglie predefinite sono esempi tipici di:
Le prove aperte lasciano piena libertà di elaborazione della risposta, come nel caso del tema o del saggio breve. (Valutazione — Tipi di prove)
34. Rispetto alle prove aperte, le prove strutturate garantiscono generalmente un più alto grado di:
Le prove strutturate, avendo criteri di correzione predefiniti e univoci, riducono la variabilità soggettiva nella valutazione rispetto alle prove aperte. (Valutazione — Tipi di prove)
35. Il requisito della 'validità' di una prova indica che:
La validità riguarda la coerenza tra ciò che la prova intende misurare e ciò che effettivamente misura. (Valutazione — Docimologia, requisiti delle prove)