La disciplina della scuola italiana trova il proprio fondamento negli artt. 33 e 34 della Costituzione. L'art. 33 sancisce la libertà dell'arte, della scienza e dell'insegnamento, affida alla Repubblica le norme generali sull'istruzione e l'istituzione di scuole statali per tutti gli ordini e gradi, e riconosce a enti e privati il diritto di istituire scuole senza oneri per lo Stato, con trattamento equipollente per le scuole paritarie e obbligo di esame di Stato per l'ammissione, la conclusione dei cicli e l'abilitazione professionale. L'art. 34 proclama la scuola aperta a tutti, l'obbligatorietà e gratuità dell'istruzione inferiore per almeno otto anni, e il diritto dei capaci e meritevoli, anche privi di mezzi, a raggiungere i gradi più alti degli studi tramite borse di studio attribuite per concorso. A questi principi si affiancano l'art. 3 (uguaglianza formale e sostanziale), l'art. 30 (dovere-diritto dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli) e l'art. 117, che dopo la riforma del Titolo V riparte le competenze legislative: norme generali sull'istruzione allo Stato in via esclusiva, istruzione in via concorrente Stato-Regioni salva l'autonomia scolastica, istruzione e formazione professionale (IeFP) alle Regioni in via residuale.
La Legge 59/1997 (art. 21) ha delegato l'attribuzione dell'autonomia alle istituzioni scolastiche, attuata dal DPR 275/1999, che riconosce personalità giuridica e autonomia didattica, organizzativa e di ricerca-sviluppo-sperimentazione, esercitata anche tramite reti di scuole. Il PTOF (già POF), il curricolo di istituto con quota nazionale e quota di autonomia, e il dimensionamento della rete scolastica ne sono gli strumenti operativi. Il dirigente scolastico, ai sensi dell'art. 25 del D.Lgs 165/2001, assicura la gestione unitaria dell'istituzione, ne ha la legale rappresentanza ed è titolare di autonomi poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali.
La Legge 62/2000 istituisce il sistema nazionale di istruzione, comprendente scuole statali e paritarie. Il primo ciclo comprende scuola primaria e secondaria di primo grado, preceduta dalla non obbligatoria scuola dell'infanzia; il secondo ciclo comprende licei (DPR 89/2010), istituti tecnici (DPR 88/2010) e istituti professionali (D.Lgs 61/2017), affiancati dall'istruzione e formazione professionale regionale. L'obbligo di istruzione ha durata decennale, fino a sedici anni, mentre il diritto-dovere all'istruzione e formazione si estende fino a diciotto anni o al conseguimento di una qualifica professionale.
La Legge 107/2015 («Buona Scuola») ha introdotto il PTOF triennale, l'organico dell'autonomia, la formazione in servizio obbligatoria e permanente, la Carta del docente, il Piano Nazionale Scuola Digitale e l'alternanza scuola-lavoro (oggi PCTO), oltre a numerose deleghe attuate nel 2017 in materia di valutazione, inclusione e diritto allo studio. Più di recente, il D.L. 36/2022 (conv. L. 79/2022), in attuazione del PNRR, ha ridisegnato il reclutamento dei docenti attraverso un percorso di formazione iniziale universitaria/accademica con abilitazione, concorso pubblico e anno di prova; il DPCM 4 agosto 2023 ne ha definito i percorsi abilitanti da 60, 36 e 30 CFU per la scuola secondaria, differenziati in base al titolo pregresso del candidato.
1. Un docente di scuola secondaria organizza autonomamente la propria didattica, scegliendo metodi e materiali coerenti con il proprio orientamento culturale. Su quale principio costituzionale si fonda direttamente tale autonomia?
L'art. 33, comma 1, Cost. proclama la libertà dell'arte, della scienza e del loro insegnamento, fondamento della libertà di insegnamento del docente. (Legislazione scolastica — Costituzione e scuola (art. 33 Cost.))
2. Ai sensi dell'art. 33, comma 2, della Costituzione, a chi spetta il compito di dettare le norme generali sull'istruzione e di istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi?
L'art. 33, comma 2, Cost. attribuisce alla Repubblica il compito di dettare le norme generali sull'istruzione e di istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi. (Legislazione scolastica — Costituzione e scuola (art. 33 Cost.))
3. Secondo l'art. 33, comma 3, della Costituzione, enti e privati che intendono istituire scuole ed istituti di educazione godono di quale diritto?
L'art. 33, comma 3, Cost. riconosce a enti e privati il diritto di istituire scuole e istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. (Legislazione scolastica — Costituzione e scuola (art. 33 Cost.))
4. L'art. 33, comma 4, della Costituzione, in relazione alle scuole non statali che chiedono la parità, impone alla legge di assicurare agli alunni un trattamento scolastico:
L'art. 33, comma 4, Cost. richiede che la legge assicuri alle scuole non statali paritarie piena libertà e agli alunni un trattamento scolastico equipollente a quello delle scuole statali. (Legislazione scolastica — Costituzione e scuola (art. 33 Cost.))
5. Un istituto privato ottiene lo status di scuola paritaria ai sensi della Legge 62/2000, in attuazione dell'art. 33 Cost. Quale conseguenza discende correttamente da tale riconoscimento?
La parità scolastica, prevista dalla L. 62/2000 in attuazione dell'art. 33 Cost., garantisce agli alunni delle scuole paritarie un trattamento equipollente, compresa la validità legale del titolo, restando fermo il principio «senza oneri per lo Stato». (Legislazione scolastica — Costituzione e scuola (L. 62/2000, art. 33 Cost.))
6. Quale disposizione costituzionale prevede l'esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole, per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale?
L'art. 33, comma 5, Cost. prescrive l'esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole, per la loro conclusione e per l'abilitazione professionale. (Legislazione scolastica — Costituzione e scuola (art. 33 Cost.))
7. L'art. 34, comma 1, della Costituzione apre il dettato costituzionale sulla scuola con quale principio?
L'art. 34, comma 1, Cost. sancisce il principio per cui la scuola è aperta a tutti, base del diritto all'istruzione. (Legislazione scolastica — Costituzione e scuola (art. 34 Cost.))
8. Secondo l'art. 34, comma 2, della Costituzione, l'istruzione inferiore è impartita per almeno quanti anni ed è obbligatoria e gratuita?
L'art. 34, comma 2, Cost. prevede che l'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, sia obbligatoria e gratuita. (Legislazione scolastica — Costituzione e scuola (art. 34 Cost.))
9. L'art. 34, comma 3, della Costituzione riconosce ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, quale diritto?
L'art. 34, comma 3, Cost. garantisce ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. (Legislazione scolastica — Costituzione e scuola (art. 34 Cost.))
10. Con quali strumenti, secondo l'art. 34, comma 4, della Costituzione, la Repubblica rende effettivo il diritto dei capaci e meritevoli privi di mezzi a proseguire gli studi?
L'art. 34, comma 4, Cost. prevede che la Repubblica renda effettivo tale diritto tramite borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze, attribuite per concorso. (Legislazione scolastica — Costituzione e scuola (art. 34 Cost.))
11. L'autonomia delle istituzioni scolastiche è stata introdotta, in attuazione dell'art. 21 della Legge 59/1997, dal seguente atto normativo:
Il DPR 275/1999 (Regolamento dell'autonomia) attua la delega dell'art. 21 della L. 59/1997, disciplinando l'autonomia delle istituzioni scolastiche. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999))
12. In base al DPR 275/1999, le istituzioni scolastiche sono dotate di autonomia:
L'art. 1 del DPR 275/1999 riconosce alle istituzioni scolastiche autonomia didattica, organizzativa e di ricerca, sperimentazione e sviluppo. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999, art. 1))
13. Con il riconoscimento dell'autonomia scolastica, le istituzioni scolastiche hanno acquisito:
Il DPR 275/1999, in attuazione della L. 59/1997, attribuisce alle istituzioni scolastiche la personalità giuridica, presupposto dell'autonomia funzionale. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999, art. 1))
14. Un istituto scolastico attiva, nell'ambito della quota di curricolo riservata all'autonomia, laboratori opzionali coerenti con il proprio PTOF. Tale scelta rientra nell'esercizio di quale forma di autonomia prevista dal DPR 275/1999?
L'art. 4 del DPR 275/1999 attribuisce all'autonomia didattica la definizione di percorsi, tempi, metodologie e quote di curricolo, comprese le attività opzionali coerenti con il PTOF. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999, art. 4))
15. L'autonomia organizzativa, disciplinata dall'art. 5 del DPR 275/1999, consente alle istituzioni scolastiche di:
L'art. 5 del DPR 275/1999 riconosce l'autonomia organizzativa, che consente flessibilità di calendario, orario e organizzazione delle attività didattiche in funzione del PTOF. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999, art. 5))
16. L'autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo, prevista dall'art. 6 del DPR 275/1999, riguarda in particolare:
L'art. 6 del DPR 275/1999 riconosce alle scuole autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo, funzionale all'innovazione metodologico-didattica e alla formazione del personale. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999, art. 6))
17. Le istituzioni scolastiche, per realizzare ampliamenti dell'offerta formativa o economie di scala, possono promuovere, ai sensi del DPR 275/1999:
L'art. 7 del DPR 275/1999 disciplina le reti di scuole, promosse per il raggiungimento delle proprie finalità istituzionali attraverso accordi tra istituzioni scolastiche. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999, art. 7))
18. Il documento che, in base all'art. 1, comma 14, della Legge 107/2015, sostituisce il Piano dell'Offerta Formativa (POF) previsto in origine dal DPR 275/1999 è:
La L. 107/2015 ha trasformato il POF, annuale, in Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF), elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi del dirigente scolastico e approvato dal consiglio d'istituto. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (L. 107/2015, art. 1 c. 14))
19. La Legge 62/2000 ha istituito il sistema educativo nazionale di istruzione, costituito dalle scuole statali e da:
La L. 62/2000 istituisce il sistema nazionale di istruzione, formato dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali. (Legislazione scolastica — Sistema nazionale e ordinamenti (L. 62/2000))
20. Il primo ciclo di istruzione, secondo l'ordinamento vigente, comprende:
Il primo ciclo di istruzione è composto dalla scuola primaria (5 anni) e dalla scuola secondaria di primo grado (3 anni); la scuola dell'infanzia, pur non obbligatoria, ne costituisce il segmento propedeutico nel sistema 0-6. (Legislazione scolastica — Sistema nazionale e ordinamenti (DM 254/2012))
21. La scuola dell'infanzia, nell'ordinamento italiano, ha durata triennale (3-6 anni) e si caratterizza per essere:
La scuola dell'infanzia, pur rilevante nel sistema educativo, non rientra nell'obbligo scolastico previsto dall'art. 34 Cost. ed è frequentata su base non obbligatoria. (Legislazione scolastica — Sistema nazionale e ordinamenti (art. 34 Cost.))
22. La scuola primaria, nell'ordinamento italiano, ha una durata di:
La scuola primaria ha durata quinquennale ed è la prima tappa dell'obbligo scolastico dopo l'eventuale frequenza della scuola dell'infanzia. (Legislazione scolastica — Sistema nazionale e ordinamenti (ordinamento del primo ciclo))
23. I contenuti e i traguardi per lo sviluppo delle competenze della scuola dell'infanzia e del primo ciclo sono attualmente definiti da:
Le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo, emanate con DM 254/2012, definiscono traguardi e obiettivi di apprendimento; una loro revisione è in corso e va verificata prima di ancorarvi risposte più aggiornate. (Legislazione scolastica — Sistema nazionale e ordinamenti (DM 254/2012))
24. Il secondo ciclo di istruzione del sistema scolastico italiano si articola in:
Il secondo ciclo di istruzione comprende i percorsi liceali (DPR 89/2010), gli istituti tecnici (DPR 88/2010) e gli istituti professionali (D.Lgs 61/2017), oltre ai percorsi di IeFP di competenza regionale. (Legislazione scolastica — Sistema nazionale e ordinamenti (DPR 88/89/2010, D.Lgs 61/2017))
25. Il collegio dei docenti di un istituto elabora il PTOF sulla base degli indirizzi per le attività della scuola definiti dal dirigente scolastico. Nell'impianto originario del DPR 275/1999, invece, il POF era elaborato dal collegio sulla base degli indirizzi definiti da:
Nell'assetto originario del DPR 275/1999 il POF era elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali del consiglio di istituto; la L. 107/2015 ha attribuito tale funzione di indirizzo al dirigente scolastico. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999; L. 107/2015))
26. Il curricolo di istituto, secondo il DPR 275/1999, si compone di una quota nazionale e di una quota riservata:
Il DPR 275/1999 prevede che il curricolo obbligatorio nazionale sia integrato da una quota riservata alle scuole, utilizzata per la personalizzazione dell'offerta formativa. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999))
27. Chi assicura, ai sensi dell'art. 25 del D.Lgs 165/2001, la gestione unitaria dell'istituzione scolastica e ne ha la legale rappresentanza?
L'art. 25 del D.Lgs 165/2001 attribuisce al dirigente scolastico la legale rappresentanza dell'istituzione scolastica e la responsabilità della sua gestione unitaria. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (D.Lgs 165/2001, art. 25))
28. Ai sensi dell'art. 25 del D.Lgs 165/2001, il dirigente scolastico, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali, è titolare di autonomi poteri di:
L'art. 25, comma 2, del D.Lgs 165/2001 riconosce al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (D.Lgs 165/2001, art. 25))
29. Un dirigente scolastico organizza l'attività dell'istituto secondo criteri di efficienza ed efficacia formativa, promuove interventi per la qualità dei processi e garantisce la piena informazione al collegio dei docenti e al consiglio di istituto. Tale condotta attua le funzioni previste da:
L'art. 25 del D.Lgs 165/2001 definisce le funzioni gestionali, organizzative e di valorizzazione delle risorse proprie del dirigente scolastico, incluso l'obbligo di informazione agli organi collegiali. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (D.Lgs 165/2001, art. 25))
30. Il dirigente scolastico è responsabile, ai sensi dell'art. 25 del D.Lgs 165/2001, della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e:
L'art. 25 del D.Lgs 165/2001 attribuisce al dirigente scolastico la responsabilità della gestione delle risorse finanziarie e strumentali, nonché dei risultati del servizio. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (D.Lgs 165/2001, art. 25))
31. Con «dimensionamento della rete scolastica» ci si riferisce, nel sistema dell'autonomia, a:
Il dimensionamento riguarda la razionalizzazione della rete scolastica sul territorio, in base a parametri di popolazione scolastica utili al riconoscimento dell'autonomia gestionale, a prescindere dalle soglie numeriche che variano nel tempo. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (dimensionamento della rete scolastica))
32. Con quale legge lo Stato ha delegato il Governo a disciplinare l'attribuzione dell'autonomia alle istituzioni scolastiche, poi attuata con il DPR 275/1999?
La L. 59/1997 (c.d. legge Bassanini), all'art. 21, ha delegato il Governo a disciplinare l'attribuzione dell'autonomia alle istituzioni scolastiche, poi attuata con il DPR 275/1999. (Legislazione scolastica — Autonomia scolastica (L. 59/1997, art. 21))
33. Il riordino dei licei, nell'ambito della riforma del secondo ciclo, è stato disciplinato da:
Il DPR 89/2010 ha operato il riordino del sistema dei licei nell'ambito della riforma del secondo ciclo di istruzione. (Legislazione scolastica — Sistema nazionale e ordinamenti (DPR 89/2010))
34. Il riordino degli istituti tecnici è stato disciplinato da:
Il DPR 88/2010 ha riordinato gli istituti tecnici nell'ambito della riforma del secondo ciclo di istruzione. (Legislazione scolastica — Sistema nazionale e ordinamenti (DPR 88/2010))
35. Il riordino degli istituti professionali, con il passaggio a un impianto basato su indirizzi e maggiore flessibilità didattica, è stato disciplinato da:
Il D.Lgs 61/2017, attuativo della delega della L. 107/2015, ha riordinato il sistema dell'istruzione professionale. (Legislazione scolastica — Sistema nazionale e ordinamenti (D.Lgs 61/2017))