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🧑‍🎓 Inclusione: DSA e BES (L.170/2010, direttiva BES)

Dai Disturbi Specifici dell'Apprendimento ai Bisogni Educativi Speciali

La Legge 170/2010 riconosce i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) — dislessia (lettura), disortografia (correttezza ortografica della scrittura), disgrafia (esecuzione grafica) e discalculia (numero e calcolo) — come condizioni che riguardano abilità strumentali specifiche, in presenza di un funzionamento intellettivo adeguato. La diagnosi spetta a specialisti o strutture sanitarie, non alla scuola. Le Linee guida allegate al DM 5669/2011 forniscono indicazioni operative. Per ogni alunno con DSA il consiglio di classe (o team docenti), con la famiglia, redige il Piano Didattico Personalizzato (PDP), che individua strumenti compensativi (calcolatrice, mappe concettuali, sintesi vocale, formulari, computer con correttore ortografico) e misure dispensative (esonero da prestazioni non essenziali rese più gravose dal disturbo, come la lettura ad alta voce o la scrittura veloce sotto dettatura). Gli strumenti compensativi facilitano la prestazione senza sostituirsi al compito cognitivo; le misure dispensative evitano un affaticamento inutile, senza abbassare gli obiettivi di apprendimento.

I Bisogni Educativi Speciali (BES)

La Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 e la C.M. 8/2013 ampliano lo sguardo dell'inclusione introducendo la macrocategoria dei Bisogni Educativi Speciali, articolata in tre aree: (1) disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992; (2) disturbi evolutivi specifici, tra cui i DSA, l'ADHD, i disturbi del linguaggio e il funzionamento cognitivo limite; (3) svantaggio socio-economico, linguistico e culturale. Per la terza area, in assenza di certificazione clinica, è il consiglio di classe a poter deliberare un PDP, motivando la scelta con considerazioni pedagogiche e didattiche.

PEI e PDP, individualizzazione e personalizzazione

Va tenuta ferma la distinzione tra Piano Educativo Individualizzato (PEI), riservato agli alunni con disabilità certificata e redatto su base ICF dal Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) secondo il D.Lgs 66/2017 e il correttivo D.Lgs 96/2019, e Piano Didattico Personalizzato (PDP), previsto per i DSA e, se deliberato, per gli altri BES. Sul piano pedagogico si distingue inoltre l'individualizzazione (obiettivi comuni, percorsi differenziati) dalla personalizzazione (obiettivi differenziati, valorizzazione dei talenti individuali).

Verso una didattica inclusiva

L'Universal Design for Learning propone fin dalla progettazione molteplici modalità di rappresentazione, azione/espressione e coinvolgimento; la didattica metacognitiva, il cooperative learning e il tutoring tra pari sono leve concrete per l'inclusione, così come l'attenzione all'italiano come L2 per gli alunni con background migratorio, in un percorso che va dall'inserimento all'integrazione fino alla piena inclusione, dove è l'ambiente a doversi adattare alla persona.

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Preguntas de muestra (35)

1. Quale legge riconosce dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia come Disturbi Specifici dell'Apprendimento?

  1. Legge 170/2010
  2. Legge 104/1992
  3. Legge 107/2015
  4. Direttiva Ministeriale 27/12/2012

La Legge 170/2010 riconosce i DSA e sancisce il diritto degli alunni a una didattica personalizzata. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

2. La dislessia è il disturbo specifico che riguarda in particolare...

  1. la correttezza ortografica della scrittura
  2. la correttezza e la rapidità della lettura
  3. l'esecuzione grafica della scrittura
  4. il calcolo e l'elaborazione numerica

La dislessia interessa la correttezza e la rapidità (velocità) della lettura strumentale. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

3. La disortografia è il disturbo specifico che riguarda in particolare...

  1. la componente grafico-esecutiva della scrittura
  2. la rapidità e l'accuratezza della lettura
  3. la correttezza ortografica nella scrittura (processo di codifica del testo)
  4. le abilità di calcolo e di elaborazione dei numeri

La disortografia riguarda la correttezza ortografica, cioè il processo di codifica del testo scritto. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

4. La disgrafia è il disturbo specifico che riguarda in particolare...

  1. la correttezza ortografica del testo scritto
  2. la comprensione del testo letto
  3. il ragionamento logico-matematico
  4. l'aspetto grafico-esecutivo della scrittura, cioè la qualità del tratto grafico

La disgrafia interessa la componente grafico-esecutiva della scrittura, ossia la qualità del tratto grafico. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

5. La discalculia è il disturbo specifico che riguarda in particolare...

  1. le abilità di numero e di calcolo
  2. la lettura strumentale
  3. la scrittura sotto dettatura
  4. l'organizzazione spazio-temporale del testo scritto

La discalculia interessa le abilità di numero e di calcolo, distinte dalle abilità di lettura e scrittura. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

6. Per un alunno con diagnosi di dislessia, in base alla Legge 170/2010 la scuola predispone...

  1. un Piano Educativo Individualizzato redatto dal GLO
  2. un Piano Didattico Personalizzato con strumenti compensativi e misure dispensative
  3. l'esonero completo dallo studio della lingua straniera scritta
  4. un Profilo di Funzionamento su base ICF

Per gli alunni con DSA la L.170/2010 prevede il PDP, non il PEI, riservato alla disabilità certificata ai sensi della L.104/1992. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

7. Le Linee guida allegate al DM 5669 del 2011 hanno la funzione di...

  1. sostituire la Legge 170/2010
  2. disciplinare l'inclusione degli alunni con disabilità certificata
  3. fornire indicazioni operative per l'attuazione della Legge 170/2010 nella scuola
  4. introdurre le categorie di Bisogni Educativi Speciali

Le Linee guida del 2011 forniscono indicazioni operative applicative della Legge 170/2010. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

8. Chi ha titolo per formulare la diagnosi di DSA valida ai fini della Legge 170/2010?

  1. il consiglio di classe, sulla base delle osservazioni sistematiche
  2. il dirigente scolastico, su segnalazione della famiglia
  3. il Gruppo di Lavoro per l'Inclusione (GLI) d'istituto
  4. specialisti/strutture del Servizio sanitario nazionale o strutture accreditate, non gli insegnanti

La diagnosi di DSA spetta a specialisti o strutture sanitarie (pubbliche o accreditate), non alla scuola. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

9. I DSA riconosciuti dalla Legge 170/2010 sono considerati disturbi che riguardano...

  1. specifiche abilità strumentali (lettura, scrittura, calcolo) in un contesto di funzionamento intellettivo adeguato
  2. una disabilità intellettiva certificata ai sensi della Legge 104/1992
  3. esclusivamente difficoltà di attenzione e concentrazione
  4. uno svantaggio socio-economico e culturale

I DSA riguardano specifiche abilità strumentali in presenza di un funzionamento intellettivo adeguato, e si distinguono dalla disabilità intellettiva. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

10. Durante una verifica di matematica, un alunno con discalculia può utilizzare come strumento compensativo previsto dal PDP...

  1. tempi di verifica ridotti rispetto ai compagni
  2. la calcolatrice e le tabelle/formulari
  3. l'esonero dallo svolgimento della prova
  4. un insegnante di sostegno dedicato

La calcolatrice e le tabelle/formulari sono tipici strumenti compensativi per la discalculia. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

11. Secondo la Legge 170/2010, gli alunni con DSA hanno diritto a...

  1. un percorso scolastico differenziato con obiettivi minimi ridotti
  2. l'esclusione dalle valutazioni standardizzate nazionali
  3. una didattica personalizzata che tenga conto delle loro caratteristiche
  4. un docente di sostegno assegnato in via prioritaria

La Legge 170/2010 sancisce il diritto a una didattica personalizzata, non a obiettivi ridotti né all'esonero dalle prove standardizzate. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

12. La comorbilità tra diversi DSA, ad esempio dislessia e disortografia presenti nello stesso alunno...

  1. è esclusa per definizione dalla Legge 170/2010
  2. comporta automaticamente la certificazione di disabilità ai sensi della Legge 104/1992
  3. annulla il diritto alla redazione del PDP
  4. è un fenomeno frequente, poiché i disturbi condividono processi cognitivi correlati

La comorbilità tra DSA è un fenomeno frequente, poiché i disturbi condividono processi cognitivi correlati, e non incide sul diritto al PDP. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

13. In un alunno con DSA, quale delle seguenti NON è una finalità delle misure dispensative previste dal PDP?

  1. ridurre gli obiettivi di apprendimento della disciplina
  2. evitare prestazioni che risultano più difficoltose a causa del disturbo e non essenziali ai fini dell'apprendimento
  3. consentire tempi aggiuntivi o verifiche differenziate nella forma
  4. esonerare da alcune prestazioni come la lettura ad alta voce in classe

Le misure dispensative non riducono gli obiettivi didattici: evitano prestazioni non essenziali rese più gravose dal disturbo. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

14. Uno degli obiettivi principali della didattica personalizzata prevista dalla Legge 170/2010 per gli alunni con DSA è...

  1. assegnare compiti ridotti rispetto al resto della classe in ogni disciplina
  2. valorizzare le potenzialità dell'alunno adattando le strategie didattiche alle sue caratteristiche
  3. sostituire la valutazione con un giudizio puramente descrittivo
  4. trasferire l'alunno in una classe differenziata

La didattica personalizzata mira a valorizzare le potenzialità dell'alunno adattando le strategie, non a ridurre indiscriminatamente i compiti. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

15. Nella scuola secondaria, per un alunno con DSA relativo alla scrittura (disortografia/disgrafia), uno strumento compensativo tipico è...

  1. l'esonero dalla valutazione delle prove scritte
  2. la riduzione del programma disciplinare
  3. il computer con programmi di videoscrittura e correttore ortografico
  4. l'assegnazione di un percorso differenziato non riconducibile ai programmi ministeriali

Il computer con videoscrittura e correttore ortografico è un tipico strumento compensativo per le difficoltà di scrittura. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

16. Per un alunno con dislessia che deve studiare un lungo testo di storia, uno strumento compensativo coerente con il PDP è...

  1. l'esonero dallo studio dell'argomento
  2. la sostituzione della disciplina con un'attività alternativa
  3. l'assegnazione di un insegnante di sostegno individuale
  4. l'uso di sintesi vocale o audiolibri per la fruizione del testo

La sintesi vocale o gli audiolibri facilitano l'accesso al testo scritto senza sostituire il compito di comprensione. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

17. Rispetto alla certificazione di disabilità ai sensi della Legge 104/1992, la diagnosi di DSA ai sensi della Legge 170/2010...

  1. non configura una condizione di disabilità e non dà diritto al docente di sostegno
  2. comporta automaticamente la richiesta di un docente di sostegno
  3. sostituisce il Profilo di Funzionamento su base ICF
  4. è rilasciata dal GLO su base ICF

La diagnosi di DSA non configura una condizione di disabilità e non dà automaticamente diritto al docente di sostegno. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

18. La Legge 170/2010 riguarda in particolare...

  1. l'organizzazione degli organi collegiali della scuola
  2. il riconoscimento dei disturbi specifici di apprendimento e le relative misure didattiche
  3. l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità
  4. l'autonomia scolastica delle istituzioni

La Legge 170/2010 riconosce i DSA e definisce le misure didattiche a essi collegate. (Inclusione — DSA: tipologie e riconoscimento (L.170/2010))

19. Uno strumento compensativo, a differenza di una misura dispensativa...

  1. esonera l'alunno dallo svolgimento di una prestazione ritenuta non essenziale
  2. riduce gli obiettivi disciplinari previsti per la classe
  3. consente di eseguire la prestazione richiesta riducendo l'effetto del disturbo, senza sostituire l'obiettivo di apprendimento
  4. sostituisce completamente la valutazione con un giudizio descrittivo

Lo strumento compensativo consente di svolgere la prestazione riducendo l'effetto del disturbo, senza modificare l'obiettivo di apprendimento. (Inclusione — PDP, strumenti compensativi e misure dispensative (L.170/2010))

20. Tra i seguenti, è considerato uno strumento compensativo...

  1. l'esonero dalla lettura ad alta voce in classe
  2. la riduzione del numero degli esercizi assegnati per casa
  3. la dispensa dallo studio mnemonico delle tabelline
  4. la mappa concettuale utilizzata durante l'interrogazione

La mappa concettuale è uno strumento compensativo, mentre le altre opzioni sono esempi di misure dispensative. (Inclusione — PDP, strumenti compensativi e misure dispensative (L.170/2010))

21. Tra le seguenti, è considerata una misura dispensativa...

  1. la dispensa dalla scrittura veloce sotto dettatura
  2. l'uso della calcolatrice durante le verifiche di matematica
  3. l'utilizzo del computer con sintesi vocale
  4. l'uso di formulari e tabelle durante le prove scritte

La dispensa dalla scrittura veloce sotto dettatura è una misura dispensativa; le altre sono strumenti compensativi. (Inclusione — PDP, strumenti compensativi e misure dispensative (L.170/2010))

22. Il Piano Didattico Personalizzato per un alunno con DSA deve essere redatto...

  1. esclusivamente dal docente di sostegno
  2. dal consiglio di classe o team docenti, in collaborazione con la famiglia
  3. dal Gruppo di Lavoro Operativo (GLO)
  4. dal solo dirigente scolastico, senza il coinvolgimento dei docenti

Il PDP è un documento collegiale redatto dal consiglio di classe/team docenti con la famiglia, non dal GLO, che redige invece il PEI. (Inclusione — PDP, strumenti compensativi e misure dispensative (L.170/2010))

23. Il PDP per un alunno con DSA deve indicare, tra l'altro...

  1. esclusivamente il nominativo dello specialista che ha rilasciato la diagnosi
  2. il numero di ore settimanali di sostegno assegnate
  3. gli strumenti compensativi e le misure dispensative adottate, oltre alle modalità di verifica e valutazione
  4. il Profilo di Funzionamento su base ICF dell'alunno

Il PDP indica gli strumenti compensativi, le misure dispensative e le modalità di verifica e valutazione previste per l'alunno. (Inclusione — PDP, strumenti compensativi e misure dispensative (L.170/2010))

24. La finalità delle misure dispensative previste dal PDP è...

  1. certificare una condizione di disabilità
  2. ridurre il numero di discipline di studio
  3. sostituire il docente curricolare con un docente di sostegno
  4. evitare situazioni di affaticamento e disagio non funzionali all'apprendimento, senza abbassare gli obiettivi

Le misure dispensative servono a evitare affaticamento e disagio non funzionali, senza abbassare gli obiettivi di apprendimento. (Inclusione — PDP, strumenti compensativi e misure dispensative (L.170/2010))

25. In sede di verifica scritta, quale delle seguenti pratiche NON è coerente con gli strumenti compensativi e le misure dispensative previsti da un PDP per DSA?

  1. valutare l'alunno con DSA sugli stessi criteri di forma ortografica applicati agli altri compagni, ignorando il disturbo certificato
  2. concedere tempi aggiuntivi rispetto alla classe
  3. consentire l'uso di mappe concettuali durante l'esposizione orale
  4. privilegiare la valutazione dei contenuti rispetto alla forma nelle prove scritte

Valutare la forma ortografica ignorando il disturbo certificato contraddice le misure dispensative previste dal PDP. (Inclusione — PDP, strumenti compensativi e misure dispensative (L.170/2010))

26. Nella scuola secondaria di secondo grado, per la lingua straniera, un alunno con DSA può usufruire, secondo le Linee guida 2011...

  1. dell'esonero totale dallo studio della lingua straniera in ogni caso
  2. della dispensa dalla forma scritta in presenza di certificazione e delibera del consiglio di classe, privilegiando l'espressione orale
  3. dell'obbligo di svolgere solo prove scritte semplificate rispetto ai compagni
  4. della sostituzione della lingua straniera con un'altra disciplina a scelta

Le Linee guida 2011 prevedono, in presenza di certificazione e delibera del consiglio di classe, la possibilità di dispensa dalla forma scritta, privilegiando l'orale. (Inclusione — PDP, strumenti compensativi e misure dispensative (L.170/2010))

27. Gli strumenti compensativi e le misure dispensative indicati nel PDP hanno validità...

  1. solo per l'anno scolastico in cui viene rilasciata la diagnosi
  2. solo per le prove scritte di italiano
  3. per l'intero percorso scolastico dell'alunno, con verifiche e aggiornamenti periodici
  4. solo fino al termine della scuola primaria

Il diritto agli strumenti compensativi e alle misure dispensative accompagna l'alunno per l'intero percorso scolastico, con aggiornamenti periodici del PDP. (Inclusione — PDP, strumenti compensativi e misure dispensative (L.170/2010))

28. Un docente che rifiuta di applicare gli strumenti compensativi previsti nel PDP di un alunno con DSA...

  1. agisce comunque correttamente, perché il PDP ha valore puramente indicativo
  2. applica correttamente il principio di uguaglianza formale tra tutti gli alunni
  3. rispetta l'autonomia didattica riconosciuta dal DPR 275/1999
  4. viene meno agli obblighi previsti dalla Legge 170/2010 e dalle relative Linee guida

Il mancato rispetto degli strumenti previsti dal PDP viola gli obblighi stabiliti dalla Legge 170/2010. (Inclusione — PDP, strumenti compensativi e misure dispensative (L.170/2010))

29. Le misure dispensative possono riguardare, tra l'altro...

  1. la lettura ad alta voce in classe
  2. l'uso della calcolatrice
  3. l'uso di mappe concettuali
  4. l'uso di formulari durante le verifiche

La dispensa dalla lettura ad alta voce in classe è un tipico esempio di misura dispensativa; le altre opzioni sono strumenti compensativi. (Inclusione — PDP, strumenti compensativi e misure dispensative (L.170/2010))

30. Per un alunno con dislessia, la sintesi vocale rappresenta...

  1. una misura dispensativa, poiché esonera dalla lettura autonoma
  2. uno strumento compensativo, poiché facilita l'accesso al testo scritto senza sostituirsi al compito di comprensione
  3. una forma di valutazione alternativa alle prove scritte
  4. un elemento previsto solo nel PEI, non nel PDP

La sintesi vocale è uno strumento compensativo: facilita l'accesso al testo senza sostituire il compito cognitivo di comprensione. (Inclusione — PDP, strumenti compensativi e misure dispensative (L.170/2010))

31. Il mancato rispetto degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previsti nel PDP durante l'Esame di Stato conclusivo...

  1. è ammesso, perché il PDP perde validità in sede di esame
  2. riguarda solo gli esami della scuola primaria
  3. costituisce una violazione dei diritti riconosciuti dalla Legge 170/2010, che si estendono anche alle prove d'esame
  4. è ammesso solo se l'alunno non presenta una diagnosi aggiornata

I diritti riconosciuti dalla Legge 170/2010 si estendono anche alle prove d'esame, in cui il PDP resta vincolante. (Inclusione — PDP, strumenti compensativi e misure dispensative (L.170/2010))

32. La revisione periodica del PDP durante l'anno scolastico è opportuna perché...

  1. la Legge 170/2010 impone una nuova diagnosi clinica ogni anno
  2. il PDP deve essere sempre identico al PEI degli alunni con disabilità
  3. gli strumenti compensativi vanno sostituiti con misure dispensative dopo il primo trimestre
  4. consente di adattare strumenti compensativi e misure dispensative all'evoluzione dei bisogni dell'alunno

La revisione periodica consente di adattare strumenti compensativi e misure dispensative all'evoluzione dei bisogni dell'alunno. (Inclusione — PDP, strumenti compensativi e misure dispensative (L.170/2010))

33. La Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 individua l'area dei Bisogni Educativi Speciali (BES) articolandola in...

  1. tre categorie: disabilità, disturbi evolutivi specifici, svantaggio socio-economico linguistico e culturale
  2. due categorie: disabilità certificata e non certificata
  3. quattro categorie corrispondenti ai gradi scolastici
  4. un'unica categoria che comprende esclusivamente i DSA

La Direttiva BES del 2012 individua tre categorie: disabilità, disturbi evolutivi specifici, svantaggio socio-economico/linguistico/culturale. (Inclusione — BES (direttiva BES 2012 / C.M. 8/2013))

34. Tra i «disturbi evolutivi specifici» richiamati dalla Direttiva BES del 2012 rientrano, oltre ai DSA...

  1. esclusivamente la disabilità intellettiva certificata
  2. il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) e i disturbi del linguaggio
  3. lo svantaggio linguistico degli alunni stranieri neoarrivati
  4. le sole difficoltà motivazionali transitorie

La seconda area BES comprende, oltre ai DSA, disturbi evolutivi come ADHD e disturbi del linguaggio. (Inclusione — BES (direttiva BES 2012 / C.M. 8/2013))

35. La Circolare Ministeriale n. 8 del 2013, rispetto alla Direttiva BES del 27/12/2012, ha la funzione di...

  1. abrogare la Direttiva del 2012 sostituendola integralmente
  2. introdurre per la prima volta la categoria dei DSA
  3. fornire indicazioni operative e chiarimenti applicativi alle scuole
  4. istituire il Gruppo di Lavoro Operativo (GLO)

La C.M. 8/2013 fornisce indicazioni operative e chiarimenti applicativi alla Direttiva BES del 2012, senza sostituirla. (Inclusione — BES (direttiva BES 2012 / C.M. 8/2013))

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