Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento si afferma in Europa e negli Stati Uniti il movimento delle scuole nuove, o attivismo pedagogico: una reazione alla scuola tradizionale, trasmissiva e centrata sull'autorità del docente. Il principio comune è il puerocentrismo, cioè la centralità del bambino, dei suoi interessi e dei suoi ritmi di sviluppo, insieme all'idea del learning by doing: si apprende agendo, attraverso l'esperienza diretta più che tramite la sola trasmissione verbale.
Alcuni precursori ottocenteschi preparano il terreno a questa svolta: Rousseau, con l'educazione naturale e negativa dell'Emilio; Pestalozzi, con il metodo intuitivo e la formula testa-cuore-mano; Fröbel, fondatore del Kindergarten e del gioco come attività educativa; Herbart, che pur restando su un piano più trasmissivo, con i gradi formali, offre un modello di riferimento per contrasto.
Il cuore dell'attivismo è però novecentesco. John Dewey, negli Stati Uniti, sviluppa strumentalismo e pragmatismo, fonda la scuola-laboratorio di Chicago e lega esperienza, interesse, sforzo e democrazia in un unico disegno educativo. Maria Montessori apre a Roma le Case dei Bambini, elabora il materiale di sviluppo autocorrettivo, i concetti di mente assorbente e periodi sensitivi, l'ambiente preparato e l'autoeducazione. In Svizzera, Édouard Claparède teorizza l'educazione funzionale e la scuola su misura; Adolphe Ferrière promuove il movimento internazionale delle scuole attive. In Belgio, Ovide Decroly propone i centri di interesse, organizzati sui bisogni fondamentali del bambino, e il metodo globale di lettura. In Francia, Célestin Freinet introduce tipografia scolastica, testo libero, corrispondenza interscolastica e cooperazione, mentre Roger Cousinet elabora il lavoro libero per gruppi e William Kilpatrick, negli Stati Uniti, il metodo dei progetti.
In Italia l'esperienza si declina in modo originale: le sorelle Rosa e Carolina Agazzi, a Mompiano, sviluppano il museo didattico e i contrassegni, con materiali poveri tratti dalla vita quotidiana; Giuseppina Pizzigoni fonda a Milano la scuola rinnovata, fondata sull'osservazione diretta della natura. Su un piano distinto, di matrice idealistica e non propriamente attivista, si colloca la Riforma Gentile del 1923, cui collabora Giuseppe Lombardo Radice, promotore della didattica viva nella scuola elementare.
Conoscere con precisione le coppie autore-teoria, evitando sovrapposizioni tra concetti vicini come Montessori e Agazzi o Dewey e Claparède, è essenziale per la prova concorsuale.
1. Quale opera di Jean-Jacques Rousseau è considerata un testo fondativo della pedagogia naturale e un precursore dell'attivismo?
Nell'Emilio (1762) Rousseau espone i principi dell'educazione naturale e negativa, anticipando il puerocentrismo dell'attivismo. (Pedagogia — attivismo (Rousseau))
2. Il concetto rousseauiano di educazione negativa indica principalmente:
L'educazione negativa non significa punitiva, ma un'azione educativa che protegge lo sviluppo spontaneo del bambino da interventi e nozioni premature. (Pedagogia — attivismo (Rousseau))
3. Per Rousseau il bambino:
La bontà naturale del bambino è un cardine della pedagogia rousseauiana, alla base del rispetto dei suoi ritmi di sviluppo. (Pedagogia — attivismo (Rousseau))
4. Un'insegnante evita di correggere direttamente un errore dell'alunno e predispone invece situazioni che gli permettano di scoprirne da sé le conseguenze. Questa scelta richiama principalmente:
Lasciare che l'esperienza diretta insegni, senza correzioni impositive premature, è coerente con l'educazione negativa teorizzata da Rousseau. (Pedagogia — attivismo (Rousseau))
5. Johann Heinrich Pestalozzi è noto per aver proposto un metodo educativo fondato sulla formula:
La formula pestalozziana testa-cuore-mano indica l'integrazione tra sviluppo intellettuale, affettivo e pratico-manuale. (Pedagogia — attivismo (Pestalozzi))
6. In quale opera Pestalozzi espone la propria concezione del metodo educativo basato sull'intuizione sensibile?
In Come Gertrude istruisce i suoi figli Pestalozzi illustra il metodo intuitivo, fondato sull'osservazione sensibile come base dell'apprendimento. (Pedagogia — attivismo (Pestalozzi))
7. Il metodo intuitivo di Pestalozzi si fonda sul principio secondo cui:
Pestalozzi assegna priorità all'intuizione sensibile, cioè al contatto diretto con le cose, come punto di partenza della conoscenza. (Pedagogia — attivismo (Pestalozzi))
8. Pestalozzi dedicò gran parte della propria opera pedagogica, condotta anche presso l'istituto di Yverdon, all'educazione:
Pestalozzi è considerato un pioniere dell'educazione popolare, rivolta anche ai bambini più poveri e orfani. (Pedagogia — attivismo (Pestalozzi))
9. Friedrich Fröbel è considerato il fondatore:
Fröbel istituì in Germania il primo Kindergarten, dando avvio a un'istituzione educativa specificamente pensata per la prima infanzia. (Pedagogia — attivismo (Fröbel))
10. Nel metodo froebeliano, i cosiddetti doni (Gaben) sono:
I doni froebeliani sono oggetti (sfere, cubi, mattoncini) attraverso cui il bambino esplora forme, relazioni e simboli in modo ludico. (Pedagogia — attivismo (Fröbel))
11. Per Fröbel, il gioco infantile è considerato:
Fröbel attribuisce al gioco un valore educativo intrinseco, come via privilegiata di espressione e sviluppo del bambino. (Pedagogia — attivismo (Fröbel))
12. Il termine tedesco Kindergarten, coniato da Fröbel, significa letteralmente:
Kindergarten significa giardino dei bambini, metafora della cura e della crescita naturale che l'istituzione doveva favorire. (Pedagogia — attivismo (Fröbel))
13. Johann Friedrich Herbart è considerato un precursore per certi versi antitetico dell'attivismo, perché la sua pedagogia:
A differenza dell'attivismo, la proposta herbartiana mantiene il docente e la programmazione al centro del processo educativo. (Pedagogia — attivismo (Herbart))
14. Il concetto herbartiano di istruzione educativa indica:
Per Herbart istruire e educare moralmente sono processi inseparabili: da qui la formula dell'istruzione educativa. (Pedagogia — attivismo (Herbart))
15. I discepoli di Herbart, in particolare Ziller e Rein, svilupparono la sua proposta didattica nella sequenza nota come:
I gradi formali (chiarezza, associazione, sistema, metodo, poi ampliati) organizzano la lezione secondo la scuola herbartiana. (Pedagogia — attivismo (Herbart))
16. Rispetto ai successivi pedagogisti dell'attivismo, la proposta di Herbart si distingue soprattutto per:
Herbart resta un punto di riferimento della pedagogia intellettualistica e trasmissiva, contro cui l'attivismo si definirà per contrasto. (Pedagogia — attivismo (Herbart))
17. Il movimento delle scuole nuove, sviluppatosi tra fine Ottocento e primi Novecento, pone al centro dell'azione educativa:
Il tratto comune delle scuole nuove è il puerocentrismo: il bambino, non il programma, orienta l'azione didattica. (Pedagogia — attivismo (scuola nuova))
18. L'espressione learning by doing, tipica dell'attivismo, indica:
Learning by doing riassume l'idea attivista secondo cui si impara facendo, agendo concretamente sulla realtà. (Pedagogia — attivismo (scuola nuova))
19. Il termine puerocentrismo, che caratterizza l'attivismo pedagogico, indica:
Il puerocentrismo sposta il fulcro della didattica dal programma e dal docente al bambino e ai suoi interessi. (Pedagogia — attivismo (scuola nuova))
20. In una classe organizzata secondo i principi dell'attivismo, l'insegnante tende prevalentemente a:
Coerentemente con il puerocentrismo, il docente attivista organizza contesti di esperienza più che erogare lezioni trasmissive. (Pedagogia — attivismo (scuola nuova))
21. Il movimento internazionale delle scuole nuove si diffuse tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo prevalentemente:
L'attivismo fu un movimento internazionale, con esperienze parallele in Svizzera, Belgio, Francia, Italia e Stati Uniti. (Pedagogia — attivismo (scuola nuova))
22. Tra i tratti comuni delle diverse esperienze di scuola attiva, pur nella pluralità degli autori, rientra generalmente:
Pur con metodi diversi, Dewey, Montessori, Decroly, Freinet e altri condividono la centralità dell'esperienza attiva del bambino. (Pedagogia — attivismo (scuola nuova))
23. Un docente osserva che alcuni allievi imparano meglio manipolando oggetti concreti piuttosto che ascoltando spiegazioni astratte, e decide di introdurre attività laboratoriali. Questa scelta è coerente con il principio attivista secondo cui:
L'introduzione di attività laboratoriali concretizza il principio del learning by doing proprio dell'attivismo. (Pedagogia — attivismo (scuola nuova))
24. Rispetto alla scuola tradizionale ottocentesca, l'attivismo pedagogico si contrappone in particolare per il rifiuto di:
L'attivismo nasce in polemica con la scuola trasmissiva ottocentesca, non con la programmazione in sé né con i materiali didattici. (Pedagogia — attivismo (scuola nuova))
25. Quale, tra i seguenti autori, non è generalmente annoverato tra i protagonisti del movimento delle scuole nuove/attivismo pedagogico?
Herbart è generalmente collocato tra i precursori ottocenteschi di impostazione trasmissiva, non tra gli esponenti dell'attivismo novecentesco. (Pedagogia — attivismo (scuola nuova))
26. John Dewey, filosofo e pedagogista statunitense, fu il principale esponente di quale corrente filosofico-pedagogica alla base dell'attivismo americano?
Dewey elaborò lo strumentalismo, una declinazione del pragmatismo americano applicata all'educazione e all'esperienza. (Pedagogia — attivismo (Dewey))
27. In quale opera Dewey espone la sua concezione della democrazia come modo di vita associato e la funzione sociale della scuola?
Democrazia e educazione (1916) è l'opera in cui Dewey lega esplicitamente la funzione della scuola alla vita democratica. (Pedagogia — attivismo (Dewey))
28. Nel 1896 Dewey fondò presso l'Università di Chicago una scuola sperimentale nota come:
La Laboratory School di Chicago fu il campo di sperimentazione diretta dei principi pedagogici di Dewey. (Pedagogia — attivismo (Dewey))
29. Il principio del learning by doing, centrale nella pedagogia di Dewey, sostiene che:
Per Dewey l'esperienza attiva e la riflessione su di essa sono il motore dell'apprendimento significativo. (Pedagogia — attivismo (Dewey))
30. Il metodo per problemi elaborato da Dewey, alla base della successiva didattica per problem solving, prevede che l'apprendimento nasca da:
Dewey descrive il pensiero riflessivo come un processo che parte da una difficoltà reale e procede per ipotesi e verifica sperimentale. (Pedagogia — attivismo (Dewey))
31. Il mio credo pedagogico (1897) è un celebre testo programmatico di:
In questo breve testo Dewey sintetizza in forma di articoli di fede i principi della propria concezione pedagogica. (Pedagogia — attivismo (Dewey))
32. Nell'opera L'esperienza e l'educazione (1938), Dewey introduce il principio del continuum esperienziale, secondo cui:
Con il principio di continuità Dewey precisa che non ogni esperienza è automaticamente educativa, ma solo quella che apre a ulteriore crescita. (Pedagogia — attivismo (Dewey))
33. Nel pensiero di Dewey, il rapporto tra interesse e sforzo nell'apprendimento è concepito come:
Dewey critica sia il sforzo imposto senza interesse sia l'interesse superficiale senza impegno, proponendo una loro integrazione. (Pedagogia — attivismo (Dewey))
34. Un insegnante propone alla classe un problema reale, ad esempio la progettazione di un orto scolastico, e guida gli alunni a formulare ipotesi, sperimentare soluzioni e verificarne i risultati. Questa impostazione didattica si richiama principalmente a:
La sequenza problema-ipotesi-verifica su un compito reale ricalca il metodo per problemi teorizzato da Dewey. (Pedagogia — attivismo (Dewey))
35. Un istituto organizza laboratori pratici, come falegnameria, cucina e orto, integrati con le discipline scolastiche, in cui gli alunni imparano facendo e collaborando. Questo modello richiama direttamente:
L'integrazione tra attività pratiche e discipline scolastiche è il tratto distintivo della Laboratory School di Dewey. (Pedagogia — attivismo (Dewey))