La progettazione didattica ha attraversato, nel corso del Novecento, un'evoluzione che va dal modello "per obiettivi" di Ralph Tyler — comportamenti osservabili e misurabili definiti a priori, sistematizzati nella tassonomia cognitiva di Benjamin Bloom e nella sua revisione ad opera di Anderson e Krathwohl (dove il livello più elevato diventa "creare") — al modello "per competenze", centrato sulla mobilitazione integrata di conoscenze, abilità e atteggiamenti in contesti reali. Lo strumento operativo tipico di quest'ultimo approccio è l'Unità di Apprendimento (UDA), spesso costruita con la logica della progettazione a ritroso (backward design) di Wiggins e McTighe: si parte dai risultati attesi, si definiscono le evidenze di valutazione e infine si pianificano le attività. Il curricolo, articolato in una quota nazionale e una di autonomia, si sviluppa in senso verticale tra i gradi scolastici, mentre traguardi per lo sviluppo delle competenze e obiettivi di apprendimento orientano e dettagliano la progettazione dei docenti.
Le metodologie attive pongono lo studente al centro del processo di apprendimento. Il cooperative learning (Johnson e Johnson, Kagan, Slavin) struttura il lavoro di gruppo attraverso interdipendenza positiva, responsabilità individuale, interazione promozionale e abilità sociali, con tecniche come il jigsaw di Aronson. La flipped classroom capovolge i tempi dell'insegnamento, spostando a casa la trasmissione dei contenuti per dedicare la classe ad attività applicative. Problem solving, Problem Based Learning e inquiry-based learning fanno del problema o della domanda il motore della costruzione di conoscenza. Il peer tutoring valorizza l'apprendimento tra pari, il debate sviluppa pensiero critico e capacità argomentativa, mentre gli Episodi di Apprendimento Situato (EAS) di Pier Cesare Rivoltella articolano il percorso in fase preparatoria, operatoria e ristrutturativa, spesso con produzione di artefatti digitali. Completano il quadro la didattica laboratoriale, il role playing, il brainstorming e il circle time, tecniche che favoriscono rispettivamente esperienza diretta, simulazione di ruoli, produzione creativa di idee e comunicazione emotivo-relazionale nel gruppo classe.
David Ausubel distingue l'apprendimento significativo, ancorato in modo non arbitrario alle conoscenze pregresse tramite organizzatori anticipati, dall'apprendimento meccanico e mnemonico. Questa distinzione è alla base della didattica per competenze, che utilizza il compito di realtà (o compito autentico) come prodotto finale della UDA: una consegna complessa e interdisciplinare, valutata tramite rubriche con dimensioni, criteri e livelli descrittivi. Al termine della scuola primaria e del primo ciclo, il sistema scolastico italiano prevede la certificazione delle competenze secondo modelli nazionali riferiti alle otto competenze chiave europee per l'apprendimento permanente, a testimonianza di un impianto che integra progettazione, metodologie attive e valutazione autentica in un unico disegno coerente.
1. Nella tassonomia originaria di Benjamin Bloom (1956) relativa al dominio cognitivo, quale livello rappresenta il grado più elevato di elaborazione?
Nella tassonomia originaria di Bloom la valutazione è il livello cognitivo più alto; la scala ascendente completa è conoscenza, comprensione, applicazione, analisi, sintesi e valutazione. (Didattica — Tassonomia di Bloom)
2. Nella revisione della tassonomia di Bloom operata da Anderson e Krathwohl (2001), quale categoria costituisce il livello cognitivo più elevato?
La revisione di Anderson e Krathwohl colloca 'creare' al vertice della tassonomia, al posto di 'valutare' che occupava il livello più alto nella versione originaria di Bloom. (Didattica — Tassonomia di Anderson e Krathwohl)
3. Un elemento distintivo della revisione di Anderson e Krathwohl rispetto alla tassonomia originaria di Bloom riguarda la forma linguistica delle categorie: quale cambiamento è stato introdotto?
Anderson e Krathwohl hanno riformulato le categorie della tassonomia usando verbi (ricordare, comprendere, applicare, analizzare, valutare, creare) al posto dei sostantivi originari di Bloom. (Didattica — Tassonomia di Anderson e Krathwohl)
4. La SOLO taxonomy elaborata da Biggs e Collis distingue i livelli di complessità delle risposte degli studenti: quale livello indica una risposta che collega più elementi tra loro in una struttura coerente riferita al singolo contesto?
Nella SOLO taxonomy il livello relazionale indica che lo studente collega più elementi in una struttura coerente e integrata, a differenza del livello multistrutturale in cui gli elementi restano giustapposti senza collegamenti. (Didattica — SOLO taxonomy)
5. Oltre al dominio cognitivo, Bloom e collaboratori (tra cui Krathwohl) hanno elaborato una tassonomia relativa a quale altro ambito degli obiettivi educativi?
Accanto al dominio cognitivo, Bloom, Krathwohl e Masia hanno sviluppato una tassonomia del dominio affettivo, riguardante atteggiamenti, valori ed emozioni legati all'apprendimento. (Didattica — Tassonomie degli obiettivi educativi)
6. Rispetto alla tradizionale unità didattica centrata sui contenuti disciplinari, l'Unità di Apprendimento (UDA) si caratterizza principalmente per quale focus?
L'UDA è centrata sullo sviluppo di competenze attraverso un compito o prodotto finale significativo, mentre l'unità didattica tradizionale è organizzata prevalentemente per contenuti e obiettivi disciplinari. (Didattica — Unità di Apprendimento (UDA))
7. Un docente progetta un percorso in cui gli alunni, al termine, devono realizzare una guida turistica multidisciplinare del proprio territorio integrando geografia, storia e lingua straniera. Questo tipo di progettazione è tipico di quale strumento?
La progettazione di un percorso multidisciplinare orientato a un prodotto finale complesso è tipica dell'Unità di Apprendimento, centrata sulle competenze. (Didattica — Unità di Apprendimento (UDA))
8. Il modello di progettazione didattica 'per obiettivi', che ha influenzato profondamente la programmazione scolastica del Novecento, è associato principalmente a quale autore?
Ralph Tyler è considerato il principale teorico del modello di progettazione curricolare per obiettivi, definiti in modo preciso e verificabile prima dell'azione didattica. (Didattica — Progettazione per obiettivi)
9. Un docente, prima di scegliere le attività didattiche, definisce con precisione i risultati di apprendimento attesi e le evidenze di valutazione che ne dimostreranno il raggiungimento. Quale modello di progettazione sta applicando?
Definire prima i risultati attesi e le evidenze di valutazione, per poi pianificare le attività, è la sequenza caratteristica della progettazione a ritroso (backward design) di Wiggins e McTighe. (Didattica — Progettazione a ritroso (backward design))
10. Dopo aver individuato i risultati di apprendimento desiderati, quale fase segue nel modello di progettazione a ritroso di Wiggins e McTighe?
Nel backward design, dopo aver stabilito i risultati attesi, il docente definisce quali evidenze/prove di valutazione dimostreranno il raggiungimento di tali risultati, prima ancora di pianificare le attività didattiche. (Didattica — Progettazione a ritroso (backward design))
11. L'insieme di norme, valori e comportamenti trasmessi implicitamente dalla vita scolastica, non dichiarati nei documenti ufficiali, viene definito con quale espressione?
Il curricolo implicito, o 'nascosto' (hidden curriculum), indica ciò che la scuola trasmette attraverso pratiche, relazioni e organizzazione, al di là dei contenuti formalmente dichiarati. (Didattica — Curricolo)
12. Un istituto comprensivo che costruisce un percorso di competenze coerente e progressivo dalla scuola dell'infanzia fino al termine del primo ciclo sta lavorando su quale dimensione della progettazione?
Il curricolo verticale garantisce continuità e progressione degli apprendimenti tra i diversi ordini e gradi di scuola, dall'infanzia al termine del primo ciclo. (Didattica — Curricolo verticale)
13. Nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo, i 'traguardi per lo sviluppo delle competenze' hanno quale funzione rispetto agli 'obiettivi di apprendimento'?
I traguardi per lo sviluppo delle competenze sono prescrittivi e costituiscono i riferimenti ineludibili per la progettazione didattica, mentre gli obiettivi di apprendimento sono indicazioni via via più dettagliate per organizzare il lavoro. (Didattica — Traguardi e obiettivi di apprendimento)
14. Quale delle seguenti affermazioni sulla progettazione per competenze è ERRATA?
La progettazione per competenze non si limita alla verifica di conoscenze mnemoniche isolate, ma richiede che lo studente mobiliti in modo integrato conoscenze, abilità e atteggiamenti in situazioni concrete. (Didattica — Progettazione per competenze)
15. Un docente, dopo aver progettato un'UDA su un compito di realtà, valuta gli alunni utilizzando dimensioni, criteri, indicatori e livelli descrittivi predefiniti. Quale strumento sta utilizzando?
La rubrica valutativa è lo strumento tipico per valutare compiti di realtà e prodotti dell'UDA, articolandosi in dimensioni, criteri, indicatori e livelli con relativi descrittori. (Didattica — Rubriche valutative e UDA)
16. Accanto ai domini cognitivo e affettivo, la classificazione degli obiettivi educativi comprende anche un terzo dominio, relativo alle abilità motorie e manuali: come viene definito?
Il dominio psicomotorio riguarda gli obiettivi legati alle abilità motorie, manuali e di coordinazione, ed è stato sviluppato in tassonomie complementari a quella cognitiva di Bloom. (Didattica — Tassonomie degli obiettivi educativi)
17. Rispetto a un obiettivo di apprendimento circoscritto a una singola prestazione, una competenza si distingue principalmente per quale caratteristica?
La competenza implica la capacità di mobilitare in modo integrato conoscenze, abilità e atteggiamenti per affrontare efficacemente situazioni e contesti reali, a differenza del singolo obiettivo circoscritto. (Didattica — Progettazione per competenze)
18. Una delle critiche più frequenti rivolte al modello di progettazione 'per obiettivi' di matrice tyleriana riguarda quale aspetto?
Al modello per obiettivi si rimprovera spesso di frammentare l'apprendimento in comportamenti isolati e misurabili, perdendo la visione integrata e contestualizzata tipica della didattica per competenze. (Didattica — Progettazione per obiettivi)
19. Il curricolo di istituto, elaborato nell'ambito dell'autonomia scolastica, si articola tipicamente in quali due componenti?
Il curricolo di istituto si compone di una quota nazionale, definita dalle Indicazioni ministeriali, e di una quota riservata all'autonomia delle singole scuole. (Didattica — Curricolo di istituto)
20. Un docente osserva che alcuni alunni, di fronte a un problema nuovo, riescono a collegare tra loro più concetti appresi in modo coerente, ma non ancora a generalizzarli a contesti diversi da quello proposto. Secondo la SOLO taxonomy, a quale livello si colloca questa prestazione?
Il livello relazionale della SOLO taxonomy descrive risposte in cui più concetti sono collegati in una struttura coerente riferita al contesto dato, senza ancora arrivare alla generalizzazione tipica del livello esteso astratto. (Didattica — SOLO taxonomy)
21. Nelle Indicazioni Nazionali, gli 'obiettivi di apprendimento' rispetto ai 'traguardi per lo sviluppo delle competenze' si caratterizzano per quale funzione?
Gli obiettivi di apprendimento individuano, in modo via via più dettagliato, campi del sapere, conoscenze e abilità che consentono di raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle competenze. (Didattica — Traguardi e obiettivi di apprendimento)
22. Nella progettazione di una UDA, il compito di realtà assegnato agli alunni ha tipicamente quale funzione?
Il compito di realtà, all'interno di una UDA, costituisce il prodotto finale attraverso cui gli studenti mobilitano e dimostrano le competenze sviluppate durante il percorso. (Didattica — Unità di Apprendimento (UDA) e compito di realtà)
23. Un docente organizza il curricolo definendo con precisione, per ogni lezione, un comportamento osservabile che lo studente dovrà eseguire correttamente, senza fare riferimento a compiti complessi o contesti reali. Questo approccio riflette maggiormente quale modello di progettazione?
La definizione di comportamenti osservabili e circoscritti, slegati da compiti complessi e contestualizzati, è tipica della progettazione per obiettivi piuttosto che di quella per competenze. (Didattica — Progettazione per obiettivi)
24. Nella tassonomia del dominio affettivo elaborata da Krathwohl, Bloom e Masia, quale livello rappresenta il primo gradino, corrispondente alla semplice disponibilità a percepire uno stimolo?
Il primo livello della tassonomia affettiva è la ricezione, che indica la semplice disponibilità dello studente a percepire e prestare attenzione a uno stimolo, prima di arrivare a risposta, valorizzazione, organizzazione e caratterizzazione. (Didattica — Tassonomia affettiva)
25. Tra i cinque elementi fondamentali del cooperative learning individuati da Johnson e Johnson, quale indica che il successo di ciascun membro del gruppo dipende dal successo degli altri?
L'interdipendenza positiva è l'elemento cardine del cooperative learning secondo Johnson e Johnson: il successo del singolo è legato al successo dell'intero gruppo. (Didattica — Cooperative learning)
26. Un docente valuta, all'interno di un lavoro di gruppo cooperativo, anche il contributo specifico offerto da ciascun alunno e non solo il risultato collettivo. Quale elemento del cooperative learning di Johnson e Johnson sta applicando?
Valutare anche il contributo specifico di ciascun membro del gruppo, oltre al risultato collettivo, corrisponde al principio della responsabilità individuale nel cooperative learning. (Didattica — Cooperative learning)
27. La tecnica cooperativa del 'jigsaw' (o gruppo di esperti), in cui ogni studente approfondisce una parte del materiale per poi insegnarla ai compagni, fu ideata da quale studioso?
La tecnica del jigsaw fu ideata da Elliot Aronson: ogni membro del gruppo diventa esperto di una parte del materiale e la insegna successivamente ai compagni. (Didattica — Cooperative learning (jigsaw))
28. Spencer Kagan è noto in ambito di cooperative learning soprattutto per aver elaborato:
Spencer Kagan ha sviluppato numerose 'strutture' cooperative (come il Think-Pair-Share), procedure organizzative riutilizzabili con contenuti disciplinari diversi. (Didattica — Cooperative learning (Kagan))
29. Robert Slavin ha elaborato, nell'ambito del cooperative learning, un metodo basato su gruppi eterogenei di apprendimento seguiti da un punteggio di miglioramento individuale che contribuisce al risultato di squadra. Come si chiama questo metodo?
Lo STAD (Student Teams Achievement Divisions) di Robert Slavin prevede gruppi eterogenei e un sistema di punteggio basato sul miglioramento individuale, che concorre al risultato della squadra. (Didattica — Cooperative learning (Slavin))
30. Un docente organizza la classe in piccoli gruppi eterogenei, assegna a ciascun membro un ruolo specifico e valuta sia il prodotto di gruppo sia l'apporto individuale di ciascuno studente. Quale metodologia sta applicando?
L'organizzazione in gruppi eterogenei con ruoli definiti e valutazione sia collettiva sia individuale è caratteristica del cooperative learning. (Didattica — Cooperative learning)
31. In una classe, ogni alunno diventa 'esperto' di una parte di un argomento studiandola in un gruppo dedicato, per poi tornare nel gruppo originario e insegnare ai compagni quanto appreso. Questa tecnica cooperativa è nota come:
La descrizione corrisponde esattamente alla tecnica del jigsaw (gruppo di esperti), in cui ciascuno studente approfondisce una parte del materiale per poi insegnarla ai compagni. (Didattica — Cooperative learning (jigsaw))
32. Nella metodologia della flipped classroom (classe capovolta), la spiegazione dei contenuti avviene tipicamente:
Nella flipped classroom lo studio dei contenuti avviene a casa, spesso tramite video, mentre il tempo in classe è dedicato ad attività applicative, di consolidamento e cooperazione con il supporto del docente. (Didattica — Flipped classroom)
33. Il tempo recuperato in classe grazie alla flipped classroom viene tipicamente dedicato a quale tipo di attività?
Il tempo guadagnato in classe con la flipped classroom viene destinato ad attività applicative, di rielaborazione attiva e chiarimento dei dubbi, con il supporto diretto del docente. (Didattica — Flipped classroom)
34. Un docente assegna come compito a casa la visione di un breve video-lezione sui numeri decimali, per poi dedicare l'ora successiva in classe a esercizi applicativi svolti in piccoli gruppi con il suo supporto. Quale metodologia sta utilizzando?
Lo spostamento della trasmissione dei contenuti a casa (tramite video) e l'uso del tempo in classe per attività applicative è la struttura tipica della flipped classroom. (Didattica — Flipped classroom)
35. La diffusione della flipped classroom come metodologia strutturata viene generalmente associata al lavoro pionieristico di quali due insegnanti statunitensi?
Jonathan Bergmann e Aaron Sams sono generalmente indicati come i pionieri che hanno diffuso e sistematizzato la pratica della flipped classroom a partire dagli anni 2000. (Didattica — Flipped classroom)