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📖 Pedagogia: correnti del Novecento e contemporanee

Personalismo e pedagogia cattolica

Il personalismo pone al centro la dignità irriducibile della persona. Jacques Maritain, filosofo neotomista, elabora un umanesimo integrale (opere come «Umanesimo integrale» e «L'educazione al bivio»); Emmanuel Mounier fonda la rivista «Esprit» e sviluppa un personalismo comunitario incentrato sull'impegno relazionale. In ambito italiano, Don Lorenzo Milani, priore della Scuola di Barbiana nel Mugello, denuncia con la «Lettera a una professoressa» la scuola classista che boccia i figli dei poveri, sintetizzando il proprio impegno educativo nel motto «I care».

Problematicismo e pedagogia critica

Antonio Banfi fonda il problematicismo e la «scuola di Milano»; il suo allievo Giovanni Maria Bertin ne sviluppa la versione pedagogica in «Educazione alla ragione», fondata sul pluralismo dei valori e sulla ragione critico-problematica, contro ogni dogmatismo. Sul versante internazionale, Paulo Freire, con «Pedagogia degli oppressi» (1968), critica l'«educazione bancaria» e propone la coscientizzazione attraverso il dialogo; Ivan Illich, in «Descolarizzare la società» (1971), propone il superamento radicale dell'istituzione scolastica e reti di apprendimento informali (learning webs). Vicine a questo filone sono le riflessioni di Henry Giroux (l'insegnante come intellettuale trasformativo) e di Pierre Bourdieu (capitale culturale e riproduzione sociale). Cognitivismo e costruttivismo pedagogico completano il quadro, ponendo la conoscenza come costruzione attiva e sociale del soggetto (Lave e Wenger, comunità di pratica).

Attivismo scientifico, Bruner e Gardner

Édouard Claparède (educazione funzionale, Istituto J.-J. Rousseau di Ginevra) e Ovide Decroly (centri d'interesse, funzione di globalizzazione) fondano l'attivismo scientifico e sperimentale sull'osservazione psicologica del bambino. Jerome Bruner elabora la «pedagogia per strutture»: curricolo a spirale, apprendimento per scoperta, scaffolding (a partire dalla zona di sviluppo prossimale di Vygotskij) e le tre modalità di rappresentazione esecutiva, iconica e simbolica. Howard Gardner, con la teoria delle intelligenze multiple («Formae mentis», 1983), supera la visione unitaria del quoziente intellettivo proponendo una pluralità di intelligenze relativamente indipendenti.

Pedagogia contemporanea e autori italiani

Edgar Morin, ne «La testa ben fatta» e ne «I sette saperi necessari all'educazione del futuro», propone il pensiero complesso contro la frammentazione dei saperi. Si affiancano la pedagogia interculturale (dialogo attivo tra culture), la media education (uso critico dei media, information literacy), la pedagogia speciale in chiave inclusiva e il lifelong learning. Tra gli autori italiani, Giuseppe Lombardo Radice propone la «scuola serena» e la «didattica viva»; Giovanni Gentile, ministro della Pubblica Istruzione, ispira la riforma scolastica del 1923 nell'ambito dell'idealismo attualistico; Ernesto Codignola fonda a Firenze la Scuola-Città Pestalozzi e la rivista «Scuola e Città», in una prospettiva di rinnovamento attivista e sperimentale.

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Preguntas de muestra (35)

1. Quale filosofo francese, esponente del personalismo cristiano di ispirazione tomista, è autore di «Umanesimo integrale» e de «L'educazione al bivio»?

  1. Jacques Maritain
  2. Emmanuel Mounier
  3. Paulo Freire
  4. Ivan Illich

Maritain, filosofo neotomista, ha elaborato una pedagogia personalista centrata sulla formazione integrale della persona umana. (Pedagogia — Personalismo (Maritain))

2. Emmanuel Mounier, filosofo francese, fondò nel 1932 la rivista che divenne il principale organo di diffusione del personalismo comunitario. Come si chiamava?

  1. Esprit
  2. Studi filosofici
  3. Scuola e Città
  4. Il Ponte

Mounier fondò «Esprit», rivista attraverso cui diffuse il personalismo comunitario, fondato sull'impegno (engagement) e sulla dimensione relazionale della persona. (Pedagogia — Personalismo (Mounier))

3. Don Lorenzo Milani è noto per aver fondato e diretto, dal 1954, una scuola popolare rivolta ai figli dei contadini e degli operai del Mugello. Come si chiamava questa esperienza?

  1. Scuola di Barbiana
  2. Scuola-Città Pestalozzi
  3. Casa dei Bambini
  4. Scuola serena

Don Milani fondò e diresse la Scuola di Barbiana, esperienza di scuola popolare a tempo pieno rivolta ai ragazzi esclusi dal sistema scolastico tradizionale. (Pedagogia — Pedagogia cattolica (Don Milani))

4. L'opera «Lettera a una professoressa» (1967), scritta collettivamente dagli allievi della Scuola di Barbiana sotto la guida di Don Milani, denuncia principalmente:

  1. La natura classista di una scuola che boccia e seleziona i figli dei poveri
  2. L'eccessiva rigidità dei programmi ministeriali di matematica
  3. L'assenza di laboratori scientifici nella scuola secondaria
  4. La scarsa preparazione linguistica degli insegnanti di lingue straniere

La «Lettera a una professoressa» denuncia una scuola che, bocciando ed espellendo, riproduce le disuguaglianze sociali, escludendo i figli dei ceti popolari. (Pedagogia — Pedagogia cattolica (Don Milani))

5. L'opera «L'educazione al bivio» (Education at the Crossroads), in cui l'autore riflette sui fini dell'educazione e sul rischio di una formazione priva di orientamento valoriale, fu scritta da:

  1. Jacques Maritain
  2. Emmanuel Mounier
  3. Antonio Banfi
  4. Giovanni Maria Bertin

«L'educazione al bivio» è un testo di Maritain, che vi discute la crisi dell'educazione moderna e la necessità di un orientamento verso fini valoriali. (Pedagogia — Personalismo (Maritain))

6. Quale motto, divenuto emblema della pedagogia di Don Milani, esprime l'impegno e la responsabilità dell'educatore verso i propri allievi, in contrapposizione al disinteresse?

  1. I care
  2. Learning by doing
  3. Nulla dies sine linea
  4. Non scholae sed vitae

«I care» («mi importa», «mi sta a cuore») era il motto esposto a Barbiana, simbolo dell'impegno educativo e civile contrapposto all'indifferenza. (Pedagogia — Pedagogia cattolica (Don Milani))

7. Un docente, ispirandosi al motto barbianese «I care», decide di seguire con particolare cura un alunno a rischio di abbandono, dedicandogli tempo extrascolastico e coinvolgendo la famiglia. Questa scelta traduce operativamente quale principio pedagogico di Don Milani?

  1. Il rifiuto dell'indifferenza educativa e la responsabilità totale verso ogni allievo
  2. L'applicazione rigorosa della progettazione a ritroso
  3. L'uso sistematico degli organizzatori anticipati
  4. La priorità della valutazione sommativa sulla formativa

«I care» esprime il rifiuto dell'indifferenza: l'insegnante si assume la responsabilità di non perdere nessun allievo, specie i più svantaggiati. (Pedagogia — Pedagogia cattolica (Don Milani))

8. Nel personalismo di Mounier, la «persona» si distingue dall'individuo perché:

  1. È definita dalla relazione, dall'apertura agli altri e dall'impegno, non dalla sola autoaffermazione egoistica
  2. Coincide con la somma delle funzioni biologiche e psichiche misurabili scientificamente
  3. È un'entità isolata che si realizza indipendentemente dal contesto sociale
  4. Si identifica con il ruolo sociale e professionale che l'individuo ricopre

Per Mounier la persona, a differenza dell'individuo isolato, si costituisce nella relazione con gli altri e nell'impegno (engagement) comunitario. (Pedagogia — Personalismo (Mounier))

9. Un tratto comune al personalismo pedagogico di ispirazione cristiana (Maritain, Mounier) è:

  1. La centralità della persona come valore in sé, irriducibile a mero mezzo o a puro individuo isolato
  2. La riduzione dell'educazione a semplice condizionamento comportamentale
  3. Il primato assoluto dello Stato sulla formazione della coscienza individuale
  4. Il rifiuto di ogni riferimento a valori e finalità nell'azione educativa

Il personalismo pone al centro la dignità della persona, mai riducibile a mezzo, e la sua formazione integrale in relazione con gli altri e i valori. (Pedagogia — Personalismo)

10. Chi è considerato il fondatore del problematicismo, corrente filosofico-pedagogica italiana del Novecento, e diede vita alla «scuola di Milano»?

  1. Antonio Banfi
  2. Giovanni Gentile
  3. Giuseppe Lombardo Radice
  4. Ernesto Codignola

Antonio Banfi fondò il problematicismo, orientamento critico-razionalista che rifiuta i sistemi filosofici chiusi, dando origine alla «scuola di Milano». (Pedagogia — Problematicismo (Banfi))

11. Giovanni Maria Bertin, allievo di Antonio Banfi e autore di «Educazione alla ragione», ha sviluppato il problematicismo in direzione:

  1. Pedagogica, elaborando una teoria dell'educazione fondata sul pluralismo dei valori e sulla ragione critico-problematica
  2. Esclusivamente estetica, occupandosi solo di teoria dell'arte
  3. Teologica, riconducendo l'educazione ai principi del neotomismo
  4. Comportamentista, riducendo l'educazione al condizionamento operante

Bertin ha tradotto il problematicismo banfiano in pedagogia, proponendo un'educazione alla ragione critico-problematica e al pluralismo dei valori. (Pedagogia — Problematicismo (Bertin))

12. Nella pedagogia problematicista di Bertin, la «ragione problematica» implica che l'educazione debba:

  1. Formare una coscienza critica capace di vagliare e mettere in discussione valori e modelli, senza assolutizzarne alcuno
  2. Trasmettere un sistema di valori assoluti e non negoziabili definito una volta per tutte
  3. Limitarsi all'addestramento di abilità tecniche prive di riferimenti valoriali
  4. Sostituire la riflessione critica con l'adesione fideistica a un'autorità

La ragione problematica di Bertin rifiuta ogni dogmatismo: l'educazione deve formare una coscienza critica aperta al confronto tra pluralità di valori. (Pedagogia — Problematicismo (Bertin))

13. La «scuola di Milano» fondata da Antonio Banfi ebbe come principale strumento di diffusione culturale e filosofica la rivista:

  1. Studi filosofici
  2. Esprit
  3. Scuola e Città
  4. Riforma della scuola

Banfi diede vita alla rivista «Studi filosofici» (1940), strumento della scuola di Milano e veicolo del problematicismo. (Pedagogia — Problematicismo (Banfi))

14. Un insegnante che, ispirandosi al problematicismo, invita sistematicamente gli studenti a confrontare punti di vista diversi e a non accontentarsi di risposte definitive, sta applicando quale principio?

  1. La coltivazione del dubbio critico e del pluralismo, contro ogni verità dogmatica e precostituita
  2. L'apprendimento per rinforzo secondo il condizionamento operante
  3. La trasmissione diretta di contenuti disciplinari mediante lezione frontale
  4. L'organizzazione del curricolo a spirale attorno a strutture disciplinari

Il problematicismo educa alla ragione critico-problematica, che rifiuta le verità dogmatiche e valorizza il confronto tra prospettive diverse. (Pedagogia — Problematicismo)

15. Rispetto alle pedagogie di stampo dogmatico o sistematico, il problematicismo di Banfi e Bertin si caratterizza per:

  1. Il rifiuto di ogni sistema filosofico chiuso e la valorizzazione di una razionalità aperta, critica e sempre rivedibile
  2. L'adesione a un unico modello educativo valido in ogni contesto storico e sociale
  3. La subordinazione della ragione alla fede come criterio ultimo di verità
  4. L'accettazione acritica delle tradizioni pedagogiche consolidate

Il problematicismo si oppone ai sistemi chiusi, proponendo una razionalità critica, aperta al dubbio metodico e mai definitivamente conclusa. (Pedagogia — Problematicismo)

16. La Scuola di Barbiana, fondata da Don Milani, sorgeva in una piccola frazione di montagna situata in quale zona della Toscana?

  1. Il Mugello
  2. La Val d'Orcia
  3. La Lunigiana
  4. Il Chianti

Barbiana è una frazione del comune di Vicchio, nel Mugello (provincia di Firenze), dove Don Milani fondò la sua scuola popolare. (Pedagogia — Pedagogia cattolica (Don Milani))

17. La pedagogia di Jacques Maritain si fonda filosoficamente su un'impostazione:

  1. Neotomista, ispirata al pensiero di San Tommaso d'Aquino rivisitato in chiave moderna
  2. Marxista, centrata sulla lotta di classe e la coscientizzazione
  3. Comportamentista, basata sul condizionamento e sul rinforzo
  4. Positivista, fondata esclusivamente sul metodo sperimentale delle scienze naturali

Maritain è il principale esponente del neotomismo novecentesco, che attualizza il pensiero di San Tommaso d'Aquino in ambito filosofico ed educativo. (Pedagogia — Personalismo (Maritain))

18. Il personalismo comunitario di Mounier pone particolare enfasi su quale dimensione dell'esistenza umana?

  1. L'impegno (engagement) della persona nella relazione con gli altri e nella storia
  2. L'isolamento contemplativo dell'individuo dal mondo sociale
  3. La pura efficienza produttiva dell'individuo nel sistema economico
  4. L'obbedienza automatica alle gerarchie istituzionali

Per Mounier la persona si realizza attraverso l'impegno (engagement) comunitario e la relazione responsabile con gli altri e la storia. (Pedagogia — Personalismo (Mounier))

19. Un dirigente scolastico deve motivare una scelta di indirizzo educativo dell'istituto citando due autori del personalismo novecentesco: uno che insiste sulla formazione integrale della persona in chiave neotomista e uno che sottolinea l'impegno comunitario e relazionale. A quali autori si riferisce, rispettivamente?

  1. Maritain e Mounier
  2. Mounier e Maritain
  3. Freire e Illich
  4. Banfi e Bertin

Maritain sviluppa un personalismo neotomista centrato sulla formazione integrale; Mounier elabora un personalismo comunitario incentrato sull'impegno relazionale. (Pedagogia — Personalismo)

20. Un consiglio di classe decide di non bocciare un alunno proveniente da un contesto socialmente svantaggiato, attivando invece un percorso di recupero personalizzato. Questa scelta è coerente con quale critica di Don Milani alla scuola tradizionale?

  1. La denuncia di una scuola selettiva che, bocciando, espelle soprattutto i figli dei ceti popolari
  2. La richiesta di aumentare il numero delle verifiche scritte standardizzate
  3. La proposta di introdurre classi differenziali per gli alunni in difficoltà
  4. La difesa dell'autonomia assoluta del singolo docente nella valutazione

Don Milani denunciava una scuola che, con bocciature e selezione, finiva per espellere soprattutto i figli dei ceti popolari, aggravando le disuguaglianze. (Pedagogia — Pedagogia cattolica (Don Milani))

21. Secondo la pedagogia problematicista di Bertin, la formazione dell'uomo va intesa come:

  1. Un processo aperto e mai concluso, orientato al pluralismo e alla revisione critica dei valori
  2. Un percorso lineare che si conclude definitivamente al termine della scuola dell'obbligo
  3. Un adattamento passivo dell'individuo alle norme sociali vigenti
  4. Un processo interamente determinato da fattori biologici innati

Per Bertin l'educazione è formazione permanente e aperta, orientata al pluralismo dei valori e alla revisione critica, mai un processo concluso. (Pedagogia — Problematicismo (Bertin))

22. Quale delle seguenti affermazioni su Antonio Banfi NON è corretta?

  1. Banfi è il fondatore della Scuola di Barbiana
  2. Banfi è considerato il fondatore del problematicismo italiano
  3. Banfi diede vita alla cosiddetta «scuola di Milano»
  4. Bertin fu tra gli allievi di Banfi

La Scuola di Barbiana fu fondata da Don Lorenzo Milani, non da Banfi, che è invece il fondatore del problematicismo e della scuola di Milano. (Pedagogia — Problematicismo (Banfi))

23. Nel personalismo pedagogico, l'idea che la persona non debba mai essere trattata come semplice mezzo, ma sempre come fine, riprende in chiave educativa un principio di matrice:

  1. Kantiana, ripresa e reinterpretata da Maritain in senso cristiano
  2. Comportamentista, derivata dagli studi di Skinner
  3. Marxista, derivata dalla teoria della coscientizzazione di Freire
  4. Positivista, derivata dal metodo sperimentale di Claparède

Il principio per cui la persona è sempre fine e mai mero mezzo risale a Kant ed è ripreso da Maritain nella sua elaborazione personalista cristiana. (Pedagogia — Personalismo)

24. Un'insegnante progetta attività differenziate partendo dagli interessi e dalle caratteristiche uniche di ciascun alunno, evitando di trattarli come un gruppo indistinto. Tale approccio si ispira principalmente a quale corrente pedagogica?

  1. Il personalismo, che pone al centro la dignità e l'unicità irripetibile della persona
  2. Il comportamentismo, che privilegia il condizionamento operante uniforme
  3. Il problematicismo, che rifiuta ogni riferimento ai valori individuali
  4. La descolarizzazione di Illich, che propone l'abolizione della scuola

Il personalismo pone al centro la persona come realtà unica e irripetibile, fondando pratiche educative attente alle caratteristiche individuali. (Pedagogia — Personalismo)

25. Il concetto di «progettualità» nella pedagogia di Bertin indica che l'educazione:

  1. È un processo di costruzione critica e mai dato per natura, orientato a progetti di valore sempre rivedibili
  2. Coincide con la pura trasmissione automatica di contenuti disciplinari
  3. È determinata esclusivamente da stadi di sviluppo biologico predefiniti
  4. Si esaurisce nell'osservanza di norme e regolamenti scolastici

Per Bertin la «progettualità» è categoria pedagogica fondamentale: l'educazione è costruzione critica orientata a progetti di valore, non un dato naturale. (Pedagogia — Problematicismo (Bertin))

26. Chi è l'autore di «Pedagogia degli oppressi» (1968), testo fondativo della pedagogia critica contemporanea?

  1. Paulo Freire
  2. Ivan Illich
  3. Henry Giroux
  4. Pierre Bourdieu

«Pedagogia degli oppressi» è l'opera principale di Paulo Freire, pubblicata nel 1968, capostipite della pedagogia critica. (Pedagogia — Pedagogia critica (Freire))

27. Paulo Freire sviluppò la sua proposta pedagogica lavorando principalmente su quale ambito educativo, in Brasile e successivamente in altri paesi?

  1. L'alfabetizzazione delle popolazioni adulte povere ed escluse
  2. L'istruzione universitaria d'élite
  3. La formazione dei dirigenti scolastici
  4. L'insegnamento delle lingue straniere ai bambini

Freire elaborò il suo metodo lavorando all'alfabetizzazione degli adulti delle classi popolari, in Brasile e poi in Cile e Guinea-Bissau. (Pedagogia — Pedagogia critica (Freire))

28. Nel pensiero di Freire, il termine «coscientizzazione» (conscientização) indica:

  1. Il processo attraverso cui l'oppresso prende coscienza critica delle condizioni sociali che lo opprimono, per trasformarle
  2. La memorizzazione meccanica di contenuti imposti dall'insegnante
  3. L'adattamento passivo dell'individuo alle regole dell'istituzione scolastica
  4. La certificazione formale delle competenze acquisite a fine corso

La coscientizzazione è il processo di presa di coscienza critica della realtà oppressiva, primo passo verso la sua trasformazione, centrale in Freire. (Pedagogia — Pedagogia critica (Freire))

29. Freire critica il modello di «educazione bancaria» (banking education) perché:

  1. Riduce lo studente a un contenitore passivo in cui il docente «deposita» nozioni, senza dialogo né pensiero critico
  2. Prevede un eccessivo investimento economico nelle infrastrutture scolastiche
  3. Si basa su una valutazione esclusivamente formativa e mai sommativa
  4. Privilegia il lavoro cooperativo a scapito dello studio individuale

Nell'educazione bancaria, criticata da Freire, il sapere viene «depositato» passivamente nello studente, senza dialogo, problematizzazione o pensiero critico. (Pedagogia — Pedagogia critica (Freire))

30. In alternativa all'educazione bancaria, Freire propone un'educazione «problematizzante» fondata su:

  1. Il dialogo autentico tra educatore ed educando, entrambi soggetti attivi nella costruzione del sapere
  2. La trasmissione unidirezionale e gerarchica di contenuti disciplinari predefiniti
  3. L'eliminazione totale del ruolo del docente a favore dell'autoapprendimento spontaneo
  4. Un sistema di premi e punizioni per rinforzare i comportamenti desiderati

L'educazione problematizzante di Freire si fonda sul dialogo tra educatore ed educando, entrambi coinvolti attivamente nella costruzione critica del sapere. (Pedagogia — Pedagogia critica (Freire))

31. Un educatore che lavora con un gruppo di adulti in un contesto di forte marginalità sociale sceglie di partire dalle loro esperienze di vita quotidiana per stimolare una riflessione critica sulle cause della loro condizione. Questo approccio si ispira direttamente a:

  1. Il metodo di coscientizzazione di Paulo Freire
  2. Il curricolo a spirale di Bruner
  3. Il metodo Montessori dei materiali strutturati
  4. La descolarizzazione radicale di Illich

Partire dall'esperienza vissuta per sviluppare consapevolezza critica delle condizioni sociali è il nucleo del metodo di coscientizzazione di Freire. (Pedagogia — Pedagogia critica (Freire))

32. Ivan Illich, nell'opera «Descolarizzare la società» (Deschooling Society, 1971), sostiene che:

  1. L'istituzione scolastica, così come strutturata, tende a perpetuare disuguaglianze e a monopolizzare l'apprendimento legittimo
  2. La scuola dell'obbligo va estesa fino ai 18 anni per tutti i paesi
  3. Il metodo Montessori dovrebbe essere adottato in tutte le scuole statali
  4. La valutazione scolastica va sostituita integralmente da test standardizzati nazionali

Illich critica radicalmente l'istituzione scolastica, ritenendo che essa monopolizzi l'apprendimento legittimo e riproduca le disuguaglianze sociali. (Pedagogia — Descolarizzazione (Illich))

33. Il concetto di «descolarizzazione della società», elaborato da Ivan Illich, propone:

  1. Il superamento della scuola come istituzione obbligatoria e monopolista dell'apprendimento
  2. Il rafforzamento dell'obbligo scolastico fino all'università
  3. L'introduzione di più materie scientifiche nel curricolo
  4. L'aumento del numero di ore di lezione frontale quotidiana

Illich propone il superamento radicale della scuola come istituzione obbligatoria, considerata un monopolio dell'apprendimento legittimo. (Pedagogia — Descolarizzazione (Illich))

34. In alternativa alla scuola tradizionale, Illich propone reti decentrate per l'accesso a persone, strumenti e risorse per l'apprendimento, note come:

  1. Reti di apprendimento (learning webs)
  2. Comunità di pratica (communities of practice)
  3. Zone di sviluppo prossimale
  4. Ambienti di apprendimento situato (EAS)

Illich propone le «learning webs», reti decentrate che mettono in contatto persone e risorse per un apprendimento libero dall'istituzione scolastica. (Pedagogia — Descolarizzazione (Illich))

35. Nel pensiero di Illich, il concetto di «società conviviale» indica una società in cui:

  1. Gli strumenti e le istituzioni sono al servizio dell'autonomia creativa delle persone, non del controllo tecnocratico su di esse
  2. Tutti i cittadini sono obbligati a frequentare la scuola fino all'età adulta
  3. Le istituzioni scolastiche assumono il controllo totale della formazione culturale
  4. La tecnologia sostituisce integralmente il rapporto educativo diretto

La «convivialità» in Illich indica strumenti e istituzioni che favoriscono l'autonomia creativa delle persone, contro il controllo tecnocratico e istituzionale. (Pedagogia — Descolarizzazione (Illich))

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